Nel scrivere questo articolo parto da un commento ad un post di qualche mese fa, dove un lettore scriveva, a proposito di sicurezza in mare , che sarebbe stato utile pubblicare la mappa delle velocità consentite sotto costa, in riferimento, penso, ai molti incidenti che, soprattutto in estate, sono causati dall’eccessiva velocità di imbarcazioni e moto d’acqua.
Essendo la sicurezza in mare un argomento vastissimo, è importante ricordare e tenere ben presente che essa passa anche, e soprattutto, da un corretto comportamento, dall’educazione, dal buon senso ed ovviamente anche dal rispetto delle regole.
Il mondo a cui ci rivolgiamo, e nel quale noi stessi ci muoviamo, è il mondo delle barche da diporto, siano esse a vela che a motore, e sappiamo che non esistono limiti di velocità imposti alle imbarcazioni durante la navigazione, tranne per ciò che riguarda le aree marine protette, i bacini portuali, i canali di ingresso ai porti, le fasce antistanti le coste e tutte quelle aree per le quali le ordinanze locali della capitanerie danno indicazioni specifiche a riguardo.

Per questo è necessario sempre fare riferimento e controllare i portolani, ovviamente aggiornati. Il risultato dunque è che, per questa complessità di scenari e normative, non esistono “mappe” che ci forniscano in modo semplice e schematico i limiti di velocità da rispettare.

Ma…ci sono delle regole che ci devono guidare nei nostri comportamenti quando siamo in mare. Si tratta di un vero e proprio regolamento, l’International Regulations for Preventing Collisions at Sea, altrimenti detto COLREGS (in italiano Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi1 in mare o RIPAM).

In particolare nella Regola n.6 si parla proprio di velocità:
Velocità di sicurezza
Ogni nave2 deve sempre procedere a velocità di sicurezza in modo da poter, agire in maniera appropriata ed efficiente per evitare abbordaggi e di essere arrestata entro una distanza adeguata alle circostanze ed alle condizioni del momento. Nel determinare la velocità di sicurezza i seguenti fattori dovranno essere tra quelli tenuti in considerazione:
a) Per tutte le navi:
i) la visibilità:
ii) la densità del traffico, inclusa la concentrazione di navi da pesca e di altri tipi di navi;
iii) la manovrabilità della nave con speciale riferimento alla distanza di arresto ed alle sue qualità evolutive nelle condizioni del momento;
iv) di notte la presenza di luci di sfondo come quelle dovute a luci costiere ed al bagliore delle proprie luci;
v) lo stato del vento, del mare e della corrente e la vicinanza di pericoli per la navigazione;
vi) il pescaggio in relazione ai fondali esistenti nella zona.
b) Inoltre, per le navi dotate di radar:
i) le caratteristiche, l’efficienza ed i limiti dell’apparato radar;
ii) le limitazioni imposte dalla scala del radar in uso;
iii) l’effetto sulla rilevazione radar delle condizioni meteorologiche e di altre sorgenti d’interferenza;
iv) il fatto che piccole unità, icebergs di limitate dimensioni ed altri oggetti galleggianti possono non essere rivelati dal radar;
v) il numero, la posizione e il movimento delle navi rivelate dal radar;
vi) la maggiore probabilità di avvistamento che si ottiene quando il radar è usato per determinare la distanza di navi od altri oggetti vicini.

Come si legge, non si parla di limite massimo di velocità, ma di velocità di sicurezza, concetto più aleatorio, ma che implica già un atteggiamento responsabile di chi è al governo della nave. La regola non ci fornisce dei limiti o dei numeri a cui attenerci, ma fornisce tutti gli elementi necessari per adattare la velocità alle molteplici situazioni che possiamo incontrare.

Citando il COLREGS riteniamo importante riportare anche la regola n.5, di fondamentale importanza parlando di sicurezza.

Regola n.5:
Ogni nave deve mantenere sempre un appropriato servizio di vedetta visivo e auditivo, utilizzando tutti i mezzi a disposizione adatti alle circostanze ed alle condizioni del momento in modo da consentire una completa valutazione della situazione e del rischio di abbordaggio”.

La sicurezza quindi passa prima e soprattutto, come detto in principio, dal rispetto delle regole, ma anche da comportamenti responsabili di chi è al governo di un’imbarcazione. Che si proceda a vela o a motore, è importante che giorno e notte si istituiscano turni di guardia di modo che ci sia sempre un membro dell’equipaggio incaricato di eseguire frequentemente il classico “giro d’orizzonte”, controllando con lo sguardo (servizio di vedetta visivo) tutto lo spazio di mare intorno all’imbarcazione e senza sottovalutare l’importanza dell’udito. La regola ci dice inoltre di utilizzare tutti i mezzi a disposizione, quindi tenere acceso il radar nelle situazioni che ne richiedono l’utilizzo. Ricordiamo che l’AIS è è un sistema automatico di tracciamento utilizzato in ambito navale, in ausilio ai sistemi radar, allo scopo di evitare le collisioni fra le unità in navigazione.

Sono regole, ma sono buone norme fondamentali per navigare nel rispetto della propria sicurezza e di quella altrui.

  1. Nella traduzione italiana il termine “collision”, che significa collisione, è stato tradotto con “abbordo”; in questa traduzione l’accezione del termine è dunque da intendersi non come “avvicinamento volontario”, come nell’uso più comune del termine, ma come, appunto, “Collisione, urto fra navi, per accidente o per errore di manovra, e quindi per mancata o cattiva applicazione delle regole internazionali, e di quelle che ne derivano nella legislazione nazionale ” (Fonte: Treccani on-line https://www.treccani.it/vocabolario/abbordo/) ↩︎
  2. E’ importante fare una precisazione: nell’indicare a chi è rivolta la regola nel testo si parla di “nave” come riportato nella Regola n.3 lettera a dello stesso Colreg, si legge: “La parola “nave” designa qualsiasi tipo di natante, compresi quelli non dislocanti e gli idrovolanti, usati o in grado di essere usati come mezzo di trasporto sull’acqua“. ↩︎

Versione originale delle regole n.5 en.6 del COLREGS

Rule 5, Look-out
Every vessel shall at all times maintain a proper look-out by sight and hearing as well
as by all available means appropriate in the prevailing circumstances and conditions so as
to make a full appraisal of the situation and of the risk of collision.

Rule 6 – Safe Speed Every vessel shall at all times proceed at a safe speed so that she can take proper and effective action
to avoid collision and be stopped within a distance appropriate to the prevailing circumstances and
conditions. In determining a safe speed the following factors shall be among those taken into
account:

(a) By all vessels:
(i) the state of visibility;
(ii) the traffic density including concentrations of fishing vessels or any other vessels;
(iii) the manoeuvrability of the vessel with special reference to stopping distance and turning ability in the prevailing conditions;
(iv) at night the presence of background light such as from shore lights or from back scatter of her own lights;
(v) the state of wind, sea and current, and the proximity of navigational hazards; (vi) the draught in relation to the available depth of water.
(b) Additionally, by vessels with operational radar:
(i) the characteristics, efficiency and limitations of the radar equipment;
(ii) any constraints imposed by the radar range scale in use;
(iii) the effect on radar detection of the sea state, weather and other sources of interference;
(iv) the possibility that small vessels, ice and other large floating objects may not be detected by radar at an adequate range;
(v) the number, location and movements of vessels detected by radar;
(vi) the more exact assessment of the visibility that may be possible when radar is used to determine the range of vessels or other objects in the vicinity.

(Testo tratto da: https://www.samgongustofa.is/media/log-og-reglur/COLREG-Consolidated-2018.pdf )


Il Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare (nota anche come COLREGCOLREGsRIPA o RIPAM) è un accordo multilaterale che stabilisce le regole di comportamento durante la navigazione Questa convenzione venne definita a Londra nel 1972, ma entrò in vigore solo solo nel 1977 (dopo esser stata approvata da tutti gli stati aderenti) e dispone di 41 regole. Il regolamento nacque da un accordo multilaterale tra diversi paesi chiamato Convention on the International Regulations for Preventing Collisions at Sea.


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