“La scia si allunga, di giorno bianca e densa di vita, di notte luminosa come una chioma di sogni e di stelle. L’acqua scorre sulla carena, e romba, canta, sussurra, secondo il vento, secondo il cielo, secondo il tramonto che sia stato rosso o grigio. Vento, mare, barca e vele formano un tutto unico, compatto e diffuso, senza principio nรฉ fine, che รจ parte e tutto dell’universo, di questo mio universo. Guardo il tramonto, respiro l’aria dell’alto mare, e il mio essere si schiude, la mia gioia vola cosรฌ in alto che nulla puรฒ raggiungerla”.
Bernard Moitessier – La lunga rotta
Quest’anno tre barche seguite da Yacht Pro Hub attraverseranno l’Atlantico, qualcuna di esse si spingerร ancora oltre. Abbiamo allora voluto chiedere proprio agli armatori di raccontarci quello che sognano e si aspettano da questa loro esperienza. Ognuno porta con sรฉ la propria storia, le sue attese, le sue speranze e, ovviamente, tanta voglia di navigare.
Siamo partiti da delle semplici domande ed ecco due piccoli intensi racconti.
Raffaele

La mia passione per la vela รจ iniziata da giovanissimo, insieme alla passione per il mare e la natura in generale. La salvaguardia del mare รจ stata quindi unโovvia conseguenza e cosa cโรจ di piรน naturale ed ecologico dellโandare per mare sfruttando il vento sulle vele?
Quando da bambino, in quinta elementare, studiavo lโimpresa di Cristoforo Colombo cominciai ad appassionarmi alla geografia e ai grandi viaggi. A quel tempo amavo molto di piรน la geografia della storia, forse perchรฉ questโultima mi veniva insegnata male, in maniera troppo nozionistica, con solo date da ricordare. Nella mia camera avevo un mappamondo che si illuminava la sera permettendomi di sognare in grande (come vorrei che fosse nella cameretta di ogni bambino!).
Anche se ho viaggiato tutta la vita, per lavoro e non, attraversare lโAtlantico con la mia barca adesso รจ finalmente un sogno divenuto realtร .
La pianificazione della traversata – per la quale รจ stato fondamentale lโaiuto e consulenza di YPH – la preparazione della barca e le capacitร dellโequipaggio ad affrontare lunghe giornate in oceano sono gli aspetti che rappresentano per me delle sfide nuove. Inoltre, visto le recenti notizie di affondamenti dovuti allโinterazione con le orche, questi attacchi sono stati per me fonte di timori, ma per fortuna, nel trasferimento verso le Canarie non si รจ verificato nulla di tutto ciรฒ. Per quanto riguarda perรฒ le sfide e le aspettative che la traversata mi riserverร , solo una volta giunto ai Caraibi, saprรฒ veder tutto in maniera piรน chiara.
Cosa rappresenta per me la mia barca? Eโ la mia amante segreta, รจ il solo posto dove la mia mente si svuota di ogni brutto pensiero, dove riposo magnificamente, รจ il tramite che mi permette di vivere dallโalba al tramonto e dal tramonto allโalba le esperienze che amo di piรน, e che diversamente non vivrei mai.
Come equipaggio ho voluto con me un mio cugino diretto ed un caro amico, persone che mi fanno sentire bene; ho cercato di mettere insieme caratteri ed esperienze diversissime con la speranza che, preparandolo opportunamente ed in largo anticipo, questo esperimento possa riuscire. Devo dire che finora questa alchimia ha funzionato; la costanza nello svolgere i compiti affidati, la gestione dei turni, la coesione e la sintonia a bordo, anche nel compiere le attivitร piรน banali, come cucinare o lavare i piatti, รจ stupenda.
A bordo abbiamo anche un marinaio esperto suggerito per lโoccasione da YPH e presto, per la tratta Canarie-Capo Verde-Saint-Maarten, ci raggiungerร anche Andrea, grande professionista e magnifica persona. Per inciso ritengo di essere stato davvero fortunato a conoscere Andrea, che dallโacquisto della barca fino alla sua produzione e consegna, sapendo lo scopo principale, cioรจ il mio โsognoโ, mi ha saputo sempre consigliare al meglio: nella scelta degli accessori, durante la familiarizzazione, nelle scelte delle ridondanze e parti di ricambio utili a bordo.
Le aspettative sono molte, riguardano soprattutto il mare, me stesso e le persone che viaggiano con me. Piรน che della destinazione, sono innamorato del navigare e dellโavventura. La sola vista di un delfino, ad esempio, mi procura una gioia impagabile e la sensazione di aver vissuto una giornata che valeva la pena vivere e respirare tutta.
[Cit. Bernard Moitessier] La letteratura di mare ha esercitato sempre una grande influenza su di me, penso di aver letto gran parte dei manuali di vela, tutti i libri di Moitessier e non solo. Melville ad esempio non puรฒ non far sognareโฆ
Ora spero di poter vivere almeno una piccola parte di tutte queste esperienze di mare.
Matteo

La prima barca con la quale ho avuto a che fare รจ stato un Optimist di legno. Mio papร lo assemblava durante i fine settimana e, forse per il contributo non proprio di alta ingegneria navale di noi bambini, non mi pare che quello scafo sia mai stato messo in acqua. Ma mio padre era un uomo pieno di energia e intraprendenza e non sono mancate successive occasioni per navigare in giro per il Mediterraneo sulle tracce delle antiche civiltร greche e romane.
Ricordo il sorprendente Bombard che con il suo prototipo di canotto gonfiabile voleva confrontare la propria piccolezza mortale con lโimmensitร del mare. Ma in Mediterraneo la sua pulsione era continuamente frustrata dalle troppe coste, isole e navi che nella sua grandiosa follia gli facevano percepire il mare nostro come una grande pozzanghera [Alain Bombard – Parigi, 27 ottobre 1924 โ Tolone, 19 luglio 2005- รจ stato un medico, biologo, navigatore e politico francese, noto per aver solcato l’Oceano Atlantico a bordo di un gommone a vela N.d.r.].
Molto piรน modestamente, e comodamente, ho deciso di affrontare le colonne dโErcole per iniziare una lunga avventura per me e la mia famiglia, che ci porterร ai Caraibi, e poi in Pacifico per vivere per qualche mese il sogno di quelle (poche) terre, quei popoli e quel mondo sottomarino.
Scrivo mentre navigo tra Corsica e Sardegna , รจ notte, il vento ha girato giร un paio di volte e le bocche di Bonifacio rendono onore alla loro fama vomitando onde fastidiose. Piรน avanti ancora le giravolte delle masse di aria calda e fredda rendono incerte le condizioni di navigazione dei prossimi giorni.
Si avvicina la data in cui salperemo da Lanzarote e perciรฒ tengo dโocchio le condizioni in Atlantico, il “vento dei commerci” รจ giร stabile e ci prenderร in consegna per depositarci ai Caraibi. Mi fa meno paura del Mediterraneo.
La barca รจ stata perfettamente preparata da YPH, e non mi da pensieri, la cambusa organizzata dal nuovo amico romano Mimmi, che ha subito marcato la sua qualitร con una spesa intelligente, sofisticata e giร ampiamente trattata nella cucina di casa per la migliore stivabilitร e riuscita gastronomica.
Conosco la parabola della preoccupazione in oceano: in unโaltra occasione, durante i primi giorni ho temuto la lunghezza della traversata, per poi entrare nelle routine di bordo e trovarmici bene, e infine dispiacermi quando si รจ quasi dallโaltra parte.
Considero la barca uno strumento, non tanto un mezzo di trasposto, una casa che ti porti dietro (o ti porta dentro) consentendoti il magnifico gioco dellโesplorazione, ti costringe a confrontarti con le esigenze e difficoltร primigenie e con la limitatezza delle risorse (acqua, energia, spazio, ecc). Per chi รจ in grado di non patirne, e neanche si spinge agli estremi dellโasceta, รจ una bella dimensione di ricentratura.
Detto tutto questo mi sono inevitabilmente innamorato della mia barca.
Ho incontrato Andrea Giorgetti a duemila metri, sulle neve, in Engadina. Li cโรจ il triplice spartiacque, le gocce di pioggia possono prendere la via dellโest e sfociare in mar Nero attraverso il Danubio, o del Mare del Nord percorrendo il Reno. O ancora puntare a sud, e venire qui in Mediterraneo, se sopravvivono al Po. Insomma, con Andrea non potevamo che parlare anche di mare e di barche. E ho cosรฌ scoperto che avrei trovato in lui il perfetto alleato per dare forma al pensiero che covavo da un poโ: costruire una barca a vela. Andrea mi ha aiutato a configurarla e a conoscerla, mi ha accompagnato in una grande avventura oltre al circolo polare artico e siamo diventati ottimi amici. Yph รจ un partner discreto e efficace, e il mitico Giovanni (Varasi )e oramai il pezzo migliore della barca.
Se e quanto la letteratura di mare mi ha influenzato?…Non mi piace molto lโespressione “letteratura di mare”, Conrad come lo classifichiamo? E George Simenon nelle cui pagine il mare cโรจ spesso pure senza esserci, con le sue vene che si insinuano nellโentroterra, i fiumi e piรน ancora i canali, lungo i quali le figure della sua impareggiabile penna conducono le loro vite e fatiche.
Che bellezza scoprire di Magellano, di Cook e di Shackleton sulla bella trilogia di Angelo Solmi pubblicata da De Agostini, oggi introvabile. E le puntine da disegno sparse da Slocum sul ponte dello Spray quando giunse in Patagonia1, a moโ di allarme, o lโindimenticabile fionda del citato Moitessier. Quante felici idee che non avremmo avuto e che ora sono tutte qui dentro al mio piccolissimo Kindleโฆ
Ecco la citatissima massima di Umberto Eco:
Chi non legge, a 70 anni avrร vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrร vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposรฒ Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinitoโฆ perchรฉ la lettura รจ un’immortalitร all’indietro.
- Joshua Slocum, Solo, intorno al mondo. โฉ๏ธ
