Parte II- La traversata
Il diario di bordo di Rossotti: occhi nuovi sul mare, entusiasmo da esploratore e un pizzico di panico controllato. A bordo con lui cโรจ Giรฒ, professionista di Yacht Pro Hub, a far da contrappeso e guida. Non troverete manuali di navigazione, ma storie vissute, risate e qualche piccolo disastroโฆ tutto visto da un non-professionista, un alpinista prestato dalla montagna al mare, che impara e racconta giorno dopo giorno. Mollate le cimeโฆ si parte!
Ep. VII โLAND -AHOOOY โ โ Oceano Atlantico, 12 dicembre 2025
Wooooooooo un vento della madonna.
La notte ormai รจ nera perchรจ la Luna calante sorge sempre piรน tardi. I groppi ci danzano tutt’attorno come nere ballerine obese contro un cielo stellato da paura, con le costellazioni tutte a gambe all’aria.
Verso le 3 del mattino un bagliore fioco si leva da oriente e poco dopo il bel sorriso della luna tropicale ci illumina la nuca. Ci avete mai fatto caso? Ai tropici la luna ride perchรจ ha i cornetti all’insรน mentre a latitudini piรน nostrane la Luna fa la “D”. Pochi lo notano ma a me fa sempre sognare, perchรจ รจ la prova provata che sono davvero lontano da casa e non รจ una messa in scena tipo Capricorn one1, per capirci.
Con la Luna che sale, le nere danzatrici fanno sempre piรน fatica a nascondersi nel buio e noi siamo rincuorati.
La barca rolla di brutto. Il vento รจ teso di poppa e, ormai da solo, il fedele genoa ci fa filare a 8 nodi, con angoli di vento apparente mai neanche immaginati dai suoi disegnatori.
Wooooooooo 28 nodi reali. 20 apparenti. Poggiaaaaa! E il genoa respira un po’ rilassando i suoi tendini di dynema.
Qualcuno dorme, qualcuno fa il suo turno guardando pigramente gli strumenti, e qualcuno tiene il vomito a bada con esercizi mentali degni del Buddhaโฆ
Per noi sono le 6 del mattino, ma per i locali di questo meridiano รจ ancora notte fonda. Guardo il punto sul plotter: 36 miglia alle coste di Antiguaโฆ c’รจ foschia ma se fossimo in Mediterraneo ci sarebbero giร luci, fari e musica da disco riflessa coi bassi sulla superficie dell’acqua tuz tuz tuzโฆ e invece nulla. L’orizzonte รจ nero e silenzioso come catrame freddo. 30 miglia. Nullโฆ. no, aspetta: “cazzโฆ Terraaaaaaa!” “Ma va, non vedo nulla” “ma sei orbo??? Terraaaa! Guarda meglio!” “dove?” “Ma lร , no?” “Ahhhhโฆ siโฆ forseโฆ” “ummadonna, si vede benissimo, dai!” Una striscia di bagliore arancione si staglia dal nero pece del fondo: terraaaa! Sono gasatissimo. 25 migliaaaaa. Salto di qua e di lร . Poi il turno cambia e io mi butto sfinito sulle vele che riposano sulla tuga. Ma tanto ho visto terra. Sono soddisfatto. Svengo lรฌ per un po’ pensando a Colombo e ai suoi scagnozzi, col braccio attorcigliato a una cimetta di ancoraggio, giusto per non rotolare in acqua nel sonnoโฆ
Viene la luce. Mi sveglio tutto sbandato con i segni del cimino sulla guancia accartocciata. Un vento storto mi fa svolazzare il sacco a pelo e la barca mi pare inclinata. Ma perchรจ siamo sbandati? Bolina??? Dopo 2200 miglia di poppa fa un certo effetto. Staremo mica tornando indietro? No: abbiamo virato su Barbuda mentre dormivo e il mitico genoa sta ora godendo del vento per cui รจ stato disegnato. Wiiiiiiiiiiii 25 nodi di apparente. “Dai, chiudiamo un po’. Cazza il furler!” “Cheeee?” “Ufff, tira la cordina rossa lรฌ, dai!” “Ahhh, okโฆ. Non vieneee.” “Tira ancoraaa!” “Provooooโฆ” Crack! “La cordina rossa รจ esplosa! Urca, e come chiudiamo il fiocco ora?” “Alla vecchia maniera: ammainiamolo!” 30 nodi. Andiamo al vento! Slapppp slappp grida il fiocco. Tiraaaa, mollaaaโฆ e per magia il poverino viene calato sul ponte come un grande guerriero caduto in battaglia. Grandissimo: ha retto da solo oltre 1000 miglia. Onori!
Beh, ci rimane il motore. Brrrrooooooaaarrrrr: puzza, rumore, vibrazioni. Che scivolata di stile dopo 2000 miglia di glorioso vento!
Torno a dormire sulle vele mentre la Luna pian piano svanisce nella luce del sole. La striscina bianca di terra si fa sempre piรน concreta. Le fregate ci svolazzano attorno, curiosando per cercare il miglior punto dove mollarci i loro regalini.
30โฆ 20โฆ 10โฆ8 metri di fondoโฆ. “Vai coll’ancora!” Drrrrrrrrrrrrrr scende la catena. 10โฆ 20โฆ 30 metri. Stop! Il motore si spegne. Il silenzio. Arrivati!!!! La spiaggia bianchissima di corallo tritato รจ a 100 metri. “Cavolo: sembrano i Caraibi!!!” Sono le nostre 10:30. 14 giorni esatti dalla partenza. 2200 miglia fatte, tre vele scassate, ma ce l’abbiamo fatta: TERRAAAA, LAND-AHOOOY!

Ep. VI โLa dorsale. Un racconto un po’ geo- e un po’ (poco) -logico โ โ Oceano Atlantico, 6 dicembre 2025
Con il debacle di Mamma-Randa dell’altro giorno, anche la scommessa dei “no-stramb” รจ andata a pallino e dopo orgogliose 1100 miglia di bordo di dritta, stamattina il Comandante ha ceduto anche lui e abbiamo finalmente strambato sopravvento, con grande gaudio delle sartie . Beh, penso, almeno una volta tanto non รจ stata una strambata accidentale, dai… ups…eh eh eh.
D’altro canto, secondo me, se avessimo continuato cosรฌ entro breve avremmo cominciato a vedere gli iceberg del Canada… “ehhh, sei sempre il solito esagerato!” Dai, si fa per dire, no? Si chiamano “iperboli“, mi diceva la mia prof di italiano al liceo. Mi son sempre piaciute le iperboli, penso, mentre giร mi immagino degli iceberg all’orizzonte…
Le mura cambiano, gli equilibri di bordo, guadagnati in una settimana di allenamento alla giocoleria si invertono all’improvviso. Il bagno cambia, il letto รจ al contrario e le onde finalmente sverniciano un po’ anche l’altra mura.
Guardo in alto il vuoto dove c’รจ sempre stata Mamma-Randa. Fa un certo effetto navigare senza la sua ala protettrice. L’orizzonte sembra ancora piรน ampio. Le ombre sul deck sono strane. Da sdraiati sotto il boma, fermo al centro come morto, con un solo sguardo si vede da entrambe le parti. L’Oceano รจ ancora piรน grande di quel che ricordassi!
Per fortuna l’amico Aliseo ci รจ abbastanza propizio e non fa troppo il brillante mantenendo una direzione consona alla sua nomea storica e, in un modo o nell’altro, anche se “velisticamente” zoppi, finalmente raggiungiamo il centro dell’Atlantico.
Siamo a metร . Tipo come quando si guarda la carta del mondo e si vede il blu tra Africa e America. Ecco: siamo lรฌ in mezzo! 1100 miglia dietro e 1100 davanti! Siamo in mezzo. E cosa pensano i marinai quando sono qui in mezzo? Qualcuno mi ha detto che spesso si pensa alla profonditร dell’abisso che dร le vertigini: 6000 metri di fondoโฆ 6 km! beh, tanta roba. Di sicuro fa un certo effetto, ma a me la prima cosa che รจ saltata in mente รจ che siamo esattamente sopra la dorsale medio oceanica! “Cosa??? E che diavolo sarebbe questa dorsale?” Eh, รจ roba da geologi molto geo- e poco -logici. Roba tosta da secchioni, insomma. ร quella lunga crepa scura che si vede correre da nord a sud in mezzo all’Atlantico sulle carte del Google Earth per capirci. Ecco, quella crepa lรฌ in realtร รจ la sutura attiva e in espansione che divide l’Africa dall’America. Sotto lรฌ c’รจ una specie di Himalaya sommersa di 3000 m di altezza e 20.000 km di lunghezza che spacca in due le placche continentali con continue enormi eruzioni di basalto sottomarino come fosse una ferita che non si rimargina mai e butta fuori sangue. Insomma, detta cosรฌ suona come un misto tra Star Wars e un film splatter di Tarantino ma in realtร รจ davvero una grandissima geo-figata!
Siamo in mezzo all’Atlantico! 1000 miglia alla prima terra ferma. 6000 m di acqua sotto il culo con contorno di vulcani attivi di 3000m che buttano in continuazione lava a 1000ยบ C. … suona tostoโฆ e ti credo che poi i veri marinai si inventano di mostri marini tentacolari.
Siamo in mezzo, orbi della vela principale che ci permetteva andature piรน poppiere quindi costretti a fare piรน bordi di quanto anche il piรน pessimista dei “no-stramb” potesse immaginare, colla prua che un giorno punta in Canada e l’altro in Brasileโฆ i Caraibi son lรฌ che aspettano. Noi intanto siamo in mezzo, sulla mitica Dorsale!


Ep. V โPIOGGIAAAโ โ Oceano Atlantico, 4 dicembre 2025
“Gli Alisei, i venti che soffiando costanti da Est a Ovest portarono Colombo in Americaโฆ” mahโฆ non รจ che sia proprio cosรฌ semplice, mi pare. In realtร questi Alisei sono una bestia strana: sono costanti, certo, ma nella loro mutevolezza.
Giorni e giorni che ci siamo immersi dentro con tutte le vele e non c’รจ un istante che non cambino idea su dove soffiare. Danno NE e sono Nord. Danno Est e sono NEโฆ ร tutto un gioco di tira e molla, sul filo di pochi gradi dalla temutissima strambata accidentale. Una lotta all’ultimo refolo per non fare i bordi. “66!” grida qualcuno riferendosi alla direzione del vento. “Buono, dai, poggiaaa!” Evvai, abbiamo raschiato via due gradi dalla rotta che ci sta spingendo dritto a New Yorkโฆ vabbรจ, dai, mancano ancora 1300 miglia, vedrai che ora gira ancora e scendiamo un altro po’โฆ
Il fiocco, fuori tutto, trema un po’, la randa ogni tanto s’affloscia sul filo della strambataโฆ “tienila cosรฌ!” “Poggiaaa!” Ma col cavoloooo! E da buon cagasotto che sono mi mangio via i due gradi guadagnati con un’orza vigliacca. “Ma noooo, cosรฌ andiamo in Canada!” Mah, mi piace il Canada, penso tra me e me sorridendo. “Ehhh, vorrร dire che fra un po’ faremo una strambata, no?” “Sacrilegio! Eretico! Il purista d’Oceano la fa tutta in un bordo!” Ussignur ci mancavano i โNo-stramb de noartriโ.
Giรฒ sta dritto al timone tutte le sue ore di turno e anche qualcosina di piรน (quando deve gestire le mie vomitate, poverino) raschiando l’acqua sottovento con micro-pogge continue come a ingannare l’Aliseo che magari non si accorge. Le vele vibranoโฆ “lasca un po’, dai!” Frrrrr vibra la balumina del fiocco sempre un po’ nervosina manco fosse una milanese incazzata. Flooooppp, risponde la vela grassoccia satura del vento poppiero.
La grande Mamma-Randa intanto ci osserva da lassรน dando ogni tanto qualche colpo di tosse, giusto per avvisarci di non far cazzate: “l’Aliseo non si inganna!” pare sussurrarci con la sua voce saggia.
Occhio raga, siamo al limite! “Dai, poggiaaa!” “Ma sei matto? Qui spacchiamo su tutto!” “Allora strambiamo e morta lรฌ, dai.” “Mai! Piuttosto il Canada!” Uff, questi talebani del monobordo!
Poggiaaaa! Dai che facciamo 2000 miglia con un bordo solo! Ormai รจ una scommessa. Tutto sta nell’amico Aliseo, giocherellone ma anche macchiavellico nei suoi potenti soffi.
E la notte prende il posto del giorno con una luna piena da far invidia ai licantropi, ma l’Aliseo sembra non accorgersene. L’anemometro, severo, vigile e imparziale tintinna: 70 gradi! Noooo il vento gira! Tragedia: dobbiamo orzare! Nooo, rieccoci in rotta per New York! Tutta la giornata a raspare l’acqua sverniciando la mura per poi perdere cosรฌ miglia preziose. Ma lo spirito del bordo unico non si spegne. Ce la faremo?
E con la notte arrivano misteriosi i groppi. Neri, rapidi e silenziosi ti piombano addosso come un grande uccello. La Luna sparisce di colpo e il nero ci avvolge in un istante. “Arrivโฆ” manco finiamo di dirlo che siamo fradici. Una doccia fine ci sferza da ogni parte. Il vento passa di colpo da 25 a 37 nodi con direzione random. Rapidissimi chiudiamo il fiocco mentre Mamma-Randa, tutta ben terzarolata ci tiene in rotta. E poiโฆflopp! Sentiamo nel buio un rumore sordo sulla vela. “S’ammollataaaa!” grido vedendola accasciata sui lazy jack come avesse avuto un malore, poverina. La illumino eโฆ il malore viene a me: esplosa! “Cooomeee?” Il vento copre le grida. Siamo tutti svegli e fradici. Guardiamo come imbecilli il buco sbrandellato che ha strappato via il terzarolo, manco fosse la Madonna di Lourdes che piange tanto, per un attimo giuro che anche io ho intravvisto delle lacrimeโฆ “oh cazzzโฆ”
Mamma-Randa agonizzante ci guarda con gli occhi di una morente che tiene la vita coi denti. “Resisto ma tiratemi giรน” sembra implorare la poverina tenuta assieme solo dal nervoso meolo teso come un tendine bianco. Mettere la prua al vento col vento che gira a mulinello non รจ facilissimo, ma dopo solo un paio di strambate accidentali di rito, una scotta ingarbugliata e tantissime madonneโฆ tiraaa, mollaaaโฆ cazzaaaaโฆ alla fine la morente viene ammainata sul boma e coperta col suo sudario bianco.
Nel frattempo il groppo se n’รจ andato, di soppiatto come era venuto, e la luna piena รจ tornata a sfareggiare con aria di chi ti ha fregato a nascondino.
E ora? Siamo giusto in mezzo all’Oceano, in corrispondenza della frattura medio oceanica che divide la placca africana da quella americana. Mancano 1200 miglia ai Caraibi e non abbiamo piรน Mamma-Randa. Mmmhโฆ non รจ panico ma una sorta di rassegnata tensione. Un sistema complesso di sentimenti e sensazioni forti che si intrecciano, si amplificano e si annullano tra loro allo stesso tempo. Che si fa? Ehโฆ apriamo il fiocco e, finalmente poggiamo non piรน intimoriti dalle pericolose strambate accidentali.
La notte di luna piena passa in un torpore un po’ teso. E l’unica cosa che possiamo fare รจ la solita: “Strambaaaa! Vai cosi, che per cambiare mura c’รจ sempre tempo!”


Ep. IV โGO WEST!โ โ Oceano Atlantico, 1 dicembre 2025
Un mese รจ passato dal mitico imbarco di Scarlino. Ricordo come fosse una sfuggente nuvola oceanica il giorno che ho messo piede su J.J.J. Era freddo. Piovigginava con vento gelido di Maestrale. Caricavamo le masserizie e leccornie che Emilio aveva portato da Roma. Pezzi di guanciale da 10 kg, sughi fatti in casa e pomodorini veraci passavano dal baule della sua auto al capiente frigo di bordo. Giร pregustavo l’amatriciana “original”. Mica quella taroccona di noi polentoni nordici.
Un mese รจ passato e la panzetta da manicaretti romani รจ ormai un ricordo adiposo. Senza Emilio, in Oceano siamo tornati agli spuntini e pastasciutte semplici. Tutto buonissimo, ma quelle crรชpes colla Nutella per dolce chi se le scorda?
Un mese รจ passato.
Le miglia sulla scia sono ormai 2.500 e le giornate scivolano via come l’acqua sotto la chiglia. La notte si mischia col giorno e il tempo si dilata in un pastone di ricordi. Sensazione strana. Ti aggrappi all’orologio e al calendario ma presto ti rendi conto che sono orpelli inutili. Chissenefrega quando abbiamo preso un tonno o quando qualcuno (io, per esempio) ha vomitato? ร il passato di giornate tutte uguali ma ognuna assolutamente unica. I turni sulle 24 ore scandiscono il trascorrere del tempo sostituendosi al sole. Siamo in una bolla temporale totalmente autonoma. Qui domina solo il vento e la meteo. Tutto gira intorno a questi due elementi. Il resto รจ inutile anche se difficile da lasciare da parte.
Un mese รจ passato e da qualche giorno abbiamo lasciato le coste di Capo Verde con la prua immersa negli storici Alisei, che tutti noi abbiamo studiato a scuola quando si parlava di Colombo. Esserci dentro รจ emozionante. Da alpinista io credevo di avere sufficiente esperienza di vento, ma non รจ cosรฌ. Gli Alisei sono come l’Oceano: immensi, potenti, forti ma delicati.
Sรฃo Antao, l’isola piรน a ovest di Capo Verde sparisce nella bruma alle nostre spalle. La prua di J.J.J. risplende al sole che bacia le nostre faccione un po’ cottine.
Siamo partiti! Davanti abbiamo solo il piattume del disco terrestre che dalle Colonne d’Ercole non รจ ancora terminato. Mmmh, strano: c’avrร mica ragione quell’eretico del Colombo, eh? Mah… Ma quanto manca all’altra sponda? I Geodeti esperti dicono 2.200 miglia. Urpo! Ma pensavo di piรน… e qui sta il trucco psicologico: secondo me si usano le miglia e non i km proprio perchรจ se dico 4รฒ.000 km viene l’ansia! Cosรฌ in miglia invece suona piรน corto, no? Uuh, giร li vedo quei vecchi Geodeti ingrugniti alzare il sopracciglio folto in segno di sdegno mentre discutono di rotte ortodromiche o lossodromiche… Uuuhhh pedanti! Noi intanto andiamo a ovest e finchรฉ il disco terrestre regge non c’รจ problema. Poi vedremo.
Intanto, sul plotter di bordo, il moderno tavolo da carteggio elettronico multitasking, la funzione AIS ci permette di vedere in carta la posizione e tutti i dati di tutte le barche raggiungibili colla radio (credo sia magia, ma non ho ancora ben capitoโฆ). In Mediterraneo con questo AIS sempre si vedono decine di barche plottate in carta e la cosa รจ piuttosto normale. Anzi, utile per schivarle. In Oceano invece non c’รจ un tubo. Siamo soli. Questo significa che non siamo a portata di radio. Sconcertante! E quando appare una barca รจ un lusso. La si segue, la si studia e la si coccola. Non si dice, ma tutti sanno che รจ l’unico contatto in caso qualcosa vada male. Poi, se di notte la si riesce anche a scorgere come una lontanissima lucina, allora รจ festa!
ร come incontrare qualcuno in un trekking sperduto sulle Ande. A volte addirittura ci si saluta per radio: crrrrr helloโฆ e si chiacchiera qualche minuto. Bello. Toglie la solitudine che qui davvero รจ spiazzante. Forse ora posso vagamente capire come ci si possa sentire a fare il giro in solitaria. Un fascino davvero estremo.
Le miglia scorrono. Il sole si leva da poppa, ci supera in pallo netto e tramonta a prua. In mezzo la luna sorride. E via, go west, finchรจ l’acqua non termina!
(Andrea Rossotti)



- Capricorn Oneย รจ un film (genere thriller-fantascienza) del 1978 diretto da Peter Hyams. โฉ๏ธ