Signore e signori, ecco a voi un diario di bordo un pรฒ particolare: “il Rossotti”, legato da una lunga amicizia con l’armatore della barca su cui si trova, ci racconta la sua traversata atlantica, non come marinaio consumato e del mestiere, ma come esploratore curioso, pronto a meravigliarsi, imparare, sbagliare, raccontare e ridere di sรฉ stesso.
Non troverete qui consigli tecnici o lezioni di navigazione: troverete il mare visto con occhi nuovi, la vita a bordo tra rollii, ormeggi e avventure atlantiche, lโamicizia con Giรฒ โ del team Yacht Pro Hub, professionista paziente e metodico โ e lโepica quotidiana di chi si scopre marinaio un poโ alla volta, imparando miglio dopo miglio.
Un diario che ci accompagnerร lungo la traversata, con tanta leggerezza e la giusta dose di autoironia marinaresca. Mollate le cimeโฆ si parte!
Ep. III โEโ arrivata la tormentaโ โ Lanzarote, Isole Canarie, 13 novembre 2025
Arriva la tormenta! Allerta rossa!” Da tre giorni qui in Marina Rubicรณn gli ormeggiatori girano coi gommoni per vedere se tutte le barche sono ben ormeggiate. Tutti gli equipaggi sono indaffarati come formichine a dar fondo fino all’ultima cima di rispetto per cucire gli scafi ai finger. Terroreโฆ anche la piscina locale ha un cartello enorme giallo che avvisa i Sig.ri clienti che il giorno 13 novembre rimarrร chiusa per burrasca. Dall’Italia gli amici mi mandano i titoli dei giornali spagnoli: “Sulle Canarie si sta abbattendo la piรน grande tormenta degli ultimi anni”โฆ mia mamma in fibrillazioneโฆ Giรฒ ed io tutto il giorno a vegliare sulle barche degli amici facendo e rifacendo gli ormeggi a tutte. Non c’รจ piรน una bitta libera: come i parcheggi in centro, qui le cime sono legate in doppia fila! Terroreโฆ
E finalmente cala la fatidica notte da tregenda annunciata (perchรจ le burrasche, come la befana, vengon sempre di notte). Si alza il vento. Le sartie fischiano come flauti difettati: fuuuuuUUUuuuUUU. Giรฒ ed io svegli come grilli in cuccetta coll’orecchio teso per qualsiasi rumore anomalo lร fuori. Sento Giรฒ alzarsi, armeggiare un po’ sulla coperta e poi rientrare boffonchiando qualcosa relativo a qualche santo (eh eh). Non mi ha detto nulla: ottimo segno.
Il vento aumenta: FUUUUUuuu. Le sartie cantano in concerto con gli stralli che la fanno da soprano FIIIIIIII. La barca balla di brutto, ma la cucitura dello scafo al finger tiene come una di quelle a doppio filo che faceva mia nonna ai vestiti rattoppati. Buono. Finalmente, ormai abituato a questo cullare fischiato bitonale, crollo. FIIIIUUUUUUIIIIIIUUUU.
ร mattina. Piove spray. In Messico la chiamano “lluvia moja-pendejos” (pioggia bagna-grulli) perchรจ sembra che non piova, ma ti infradici di brutto. Le 4 palmette striminzite della marina sballottano nel forte SW, ma qui in basso tutto regge. Il mare, lร fuori, รจ grosso, ma sinceramente nulla di piรน di una normale mareggiata settembrina di Sestri Levanteโฆ Bohโฆ arriverร il duro dopoโฆ niente: rimane cosรฌ. Tutto qui? Mahโฆ Da 2 golfoni e cerata, pian piano togliamo strati fino a rimanere in maglietta, shorts e golfino. Mi sbaglierรฒ, ma mi sa che i soliti giornalisti acchiappa-click hanno colpito ancora, perchรฉ il cielo รจ azzurro e il concerto di sartie e stralli si sta concludendo senza bis nรจ applausi.
ร andata bene. Altra avventura che poi negli anni si trasformerร nel mitico Maelstrom canario di 5ยบ grado.
(Andrea Rossotti)
Ep. II – โChe lโavventura abbia inizio!โ – Lanzarote, Isole Canarie, 11 novembre 2025
“Son giorni che Giรฒ ed io stiamo sistemando mille cosine qui a bordo e su una barca simile ma piรน piccola di proprietร di George, un inglese simpaticissimo.
Ieri siamo usciti in mare con la sua barca per testarla dopo la riparazione all’albero. A bordo c’era Riccardo, un ragazzo di 39 anni con un’esperienza pazzesca: incredibile come portava la barca coi 20 kt di ieri… pareva guidasse una 500! Stupendo.
Qui, dall’esterno, potrebbe sembrare che ci si stufi un po’… giorni tutti uguali aspettando di partire… ma non รจ affatto vero: in realtร i giorni passano rapidissimi. Inoltre sto conoscendo un sacco di gente interessante e assurda con storie pazzesche. Davvero qui sembra di stare nel film di Casablanca: tutti aspettando di partire in un modo o nell’altro: da ricchi o da poveracci. Con yacht enormi o carrette del mare. C’รจ davvero un mercato di umanitร degno delle megalopoli del SE asiatico, sebbene da padrone la facciano gli inglesi che qui dominano.
Gente di tutti i tipi: due ragazze tedesche di 19 anni, zero esperienza, stanno aspettando un passaggio da qualcuno per andare da qualche parte; marinai spagnoli in cerca di ingaggio, armatori inglesi in cerca di equipaggio economico… gente che vive a bordo di catorci cotti dal sole girando il mondo senza fretta. Senza fretta! Wow! C’รจ di tutto. Ma nulla a cui io sia abituato (e ne ho girato di mondo!). Qui รจ davvero un “porto di mare”: un hub per sognatori. Credo che chiunque voglia fare la โgrande traversataโ debba stare qui qualche giorno per agganciare la vibra di questa accozzaglia di sognatori tutti diversi ma tutti accomunati dallo stesso scopo: seguire la rotta di Colombo.
Che la grande avventura abbia inizio, allora!”
(Andrea Rossotti)
Ep. I – “Lanzarote: first of many” -Lanzarote, Isole Canarie, 9 novembre 2025.
Lanzarote! Finalmente. 10 giorni di navigazione e arriviamo alle Canarie. Dopo una cena assieme sono sbarcati e giร partiti tutti. Giรฒ e io rimaniamo cosรฌ soli a bordo della barca ancorata in rada di fronte a Playa Blanca, perchรฉ in Marina non c’รจ ancora il posto per noi. Siamo il consolidato “Zoccolo Duro” che, assieme all’Armatore, costituisce la parte di equipaggio che non varia da Scarlino al Caribe.
Giรฒ, da professionista quale รจ, fa sempre un po’ di fatica a trattarmi da equipaggio ma io non smetto di rimproverarlo bonariamente: non sono un cristallo! Non mi rompo facilmente! Usamiiiii! Ma lui รจ sempre restio a darmi ordini di lavoro e io non oso mai prendere iniziative perchรฉ tanto ci sarebbero poche probabilitร di azzeccarla senza spiegazioni precise su come procedere. E poi diventerebbe tutto un fร e disfร che, come diciamo noi a Milano: “l’รจ sempre un gran lavurร ”.
Un ordine, e lo dico da professionista del settore, va sempre dato con dovizia di particolari dal generale al particolare cercando cosรฌ di far passare la “big picture” del perchรฉ del come bisogna eseguirlo.
In barca, come ovunque, รจ bello pensare di poter decidere tutti assieme in accordo, ma anche il miglior Comunismo, come diceva qualcuno, per funzionare ha bisogno di un capo!
Allora, dove eravamo? Ah, si: in rada. Da soli. Il vento monta e il guscio di noce da 58 piedi sballonzola non poco. Viene buio. Giรฒ controlla bene l’ร ncora e poi a nanna. Cavolo come si balla! Il rollio costante causato dalle onde dei traghetti che ci passano a lato mi costringe a un’incessante ginnastica addominale per non cadere dal letto (peccato non basti a buttar giรน la panzella di 10 giorni a bordo con un cuoco romanoโฆ).
Il mattino รจ grigio. Nuvole tese schizzano da nord a sud come bianche e soffici astronavi. L’onda monta e si incrocia alla sinusoide artificiale formata dai traghetti. Il vento comincia a farsi sentire.
Crrrrrrr. “J. J. J., aqui Marina Rubicรฒn, me copian? Cambio.” La radio prende vita. Ansiaโฆ devo rispondere io? Urpoโฆ e se mi incasino? Qui non รจ come chattare per radio con gli amici piloti in Messico. Qui bisogna fare i seriโฆ ” Ehmโฆ Aqui J.J.J. Te copio. Cambio.” Bon, evitiamo tutta la trascrizione della raffazzonata conversazione radiofonica e veniamo al sodo: ci avvisano che si รจ liberato un posto e se vogliamo, alle 11 possiamo entrare. Panico. Giรฒ sperava nell’aiuto di un collega domani ma oggi รจ solo. Beh, ci sono io, certo, e quindiโฆ รจ solo. Gulp! “Dai, Giรฒ, ce la facciamo!” Fingo sicurezza ma mi sto cagando sotto. Per lui รจ il primo ormeggio da Comandante e per me il primo daโฆ vero aiuto.
Tensione alle stelle. Cominciamo subito a fare il piano di ingresso, le prove e tutto. Siamo entrambi molto concentrati a ripassare i rispettivi compiti. Allora, ร ncora cosรฌ e cosร , poi parabordi cosรฌ e cosร โฆ rotta di qui e di lร โฆ tutto pronto.
Ore 11:00. Stan-by. Sembra di essere fuori dall’aula d’esame in attesa della chiamata del profโฆ ansia alle stelle. 11:10. Nulla. Check radioโฆ funziona. Stand-by.
E poi, come per magia, crrrrrr “J. J. J aqui Marina Rubicรณn me escuchas? Cambio.” “Aqui J J J. Los escucho. Cambio”. Madonna che professionalitร di risposta! Che figo spaziale!!! Sarร anche una cavolata ma questo mi infonde coraggio. “Si-puรฒ-fare!” Come diceva Frankenstein Junior nel film.
Giรฒ, gasato e tesissimo, impartisce l’ordine fatidico. “Andre, salpa l’ร ncora”. Io, serio e concentrato, scatto a prua con passi provati tutta mattina e comincio a smanettare coll’ingranaggio come da copione. Tutto รจ stato provato prima. Tutto perfetto. La catena sale pulita. Giรฒ mantiene la prua. Io lo dirigo. Ah, che bello quando si sanno fare le cose e si รจ coordinati. Grind grind grindโฆ l’ร ncora sale bene. Io tutto orgoglione mi sento giร la croce dorata al merito marinaresco appuntata al petto. Eccolaaa. L’ร ncora pende libera. Come mi ha insegnato Giรฒ, sono attentissimo a non farla dondolare sullo scafo. Grind grind grind. Lentissima la tiro su. Clack. ร dentro. La medaglia รจ in mano. Mmmmhโฆ qualcosa non quadraโฆ cazzz รจ su al contrario. Riprovo. Niente. Sale all’insรน. “Giรฒ, scusa, ma cosรฌ รจ giusta?” “Mmmmh. Mi sa di no. Aspetta, vieni al timone un secondo che faccio io”. Sigh. In un attimo tutte le prove della mattina vanno a ramengo mentre sento la medaglia scivolarmi dalle mani tanto che mi pare perfino mi punga con il suo spillino.
Vabbรจ, dai. Un secondo e rientriamo nei ranghi. Anche dei piccoli imprevisti fanno parte del bagaglio del grande marinaio, dai, su.
Torniamo seri. Giรฒ al timone con mandibola serrata, occhio fisso sull’orizzonte e ruga da tensione in fronte. Gli manca il sigaro e poi sembra Clint Eastwood in piedi fuori dal saloon prima di sparare ai soliti 6 cattivi. E io a prua, come un folletto controllando per l’ennesima volta i parabordi e le cime d’ormeggio sistemate con la millimetrica precisione degna di un ossessivo compulsivo.
Il porto si avvicina. 200 metri, 100โฆ entrati. “Giรฒ, tutto liberโฆ cazz, no: Giรฒ, un mega catamarano sta uscende e dietro una vela!” Sento uno scricchiolio sinistroโฆ abbiamo toccato qualcosa? No: sono i denti di Giรฒ che stringono. Gnnnn gnnnn. Se ci fosse piรน vento probabilmente i suoi muscoli suonerebbero come delle sartie.
“Stai ben a destra Giรฒ”. “Mmmmh”. Entriamo. Tutto bene. Prua alla banchina con angolo studiato a goniometro. “Giรฒ, 20m 10, 5..” “accosto!” una bella timonata e la poppa si allinea alla banchina in un perfetto attracco all’inglese. “Cima di poppa!”. Lancio. “Cima di prua” e son giร lรฌ pronto come un veterano de noartri. “Hola!” Gli ormeggiatori sono lรฌ. Cerco di fare il pro, ma in due secondi mi sgamano e con voce rassicurante mi rincuorano: “no te preocupes: te aiudamos nosotros” come per dire: ” ma chi credi di babbionare?” Va bene lo stesso. Graaaaciasss! E il primo ormeggio รจ fatto. Documenti, scartoffie e via per il nostro posto assegnato: H12a. Oddioโฆ e dov’รจ? Ho guardato venti volte la mappa, ho memorizzato tutto su carta ma poi dal vero รจ diversoโฆ cazzโฆ son proprio un geologo d’acqua dolce. Il porto รจ come un polmone a geometria frattale: si parte da una grande baia-bronco che si suddivide in moli- bronchioli a loro volta ripartiti in moletti-lobi che terminano in finger-alveoli. Noi dobbiamo raggiungere proprio quel mitico finger-alveolo H12a.
Giรฒ รจ cosรฌ concentrato sulla futura manovra che cammina rigido come terminator con un sorriso teso tipo intossicazione da botulino.
Per fortuna gli ormeggiatori la sanno lunga sui loro polli e giร ci aspettano in piedi all’alveolo. Li vedo! Faccio loro un cenno con noncuranza, come fossi navigato a queste manovre. Loro rispondono con VERA noncuranza perchรฉ loro sono sรฌ navigati VERI, loro. Mica tarocconi da lago alpino come me. Io a prua come una polena. Giรฒ dritto al timone come Clint nella spianata polverosa fuori dal saloon. Penso: “viraaaaaa” niente. “Viraaaaaa” niente. E poi ecco che, come Clint gira il revolver, Giรฒ Eastwood fa ruotare il timone sotto le sue dita esperte e come per magia, ma senza sminuire le capacitร di Giรฒ, ovvio, la barca si inserisce nell’alveolo come un guanto sulโฆ finger! “BARAVOOOOO GIร!” Lui non sente. Potrei tirargli una testata ma nulla. Ha i 5 sensi focalizzati alla manovra. Io attendo un suo cenno per scattare come il bravo can pastore al fischio del padrone. “Vai!”. Scatto. La cima, preparata in modo ossessivo svolazza per lunghi attimi nel blu e cade in braccio al bravo ormeggiatore. Evvaiiii! “Poppa!” Scatto a poppa e ripeto il rodeo. La cima arriva a segno e anche la bitta di poppa รจ intrappolata. Fattoooooo! Due piccoli ruggiti del bow thruster e poi il silenzio. Attraccato! Ce l’abbiamo fattaaaa! Sento un sospirone da poppa e vedo Giรฒ che riprende colore rientrando dal suo catalessi vigile.
Salto a terra e istintivamente tocco il molo colle mani. Olรจ! Due inglesone rubiconde lรฌ sedute a guardare lo show applaudono al mio gesto di vittoria! Gooool! No, cioรจโฆ vabbรจโฆ lo stesso. Abbiamo vintooo! Il nostro primo ormeggio da soli!
Che avventura! E come dicono gli inglesi (riferendosi perรฒ alle pinte) “first of many!!!
(Andrea Rossotti)
