Innanzitutto definiamo cosa s’intende per “secondo evoluto”: si intende una persona, appassionata di mare e di vela che, per professione o per diletto, studia, sperimenta ed approfondisce l’arte della navigazione a vela senza avere come obbiettivo primario quello di assumere il comando di una imbarcazione.
Direte: e perché mai? Una volta acquisite le conoscenze adeguate va da sé che si aspiri a diventare comandanti.
Ecco i miei perchè:
Perché assumere il comando di una imbarcazione richiede specifiche caratteristiche umane e caratteriali che non tutti e tutte hanno;
Perché se si sceglie di navigare in equipaggio e/o in coppia, (soprattutto in coppia) a bordo una sola persona deve avere la responsabilità tecnica e giuridica del comando
Perché in alcuni casi si sa di essere più portati a lavorare nelle retrovie e più capaci di adeguarsi al lavoro collettivo.
Se tutti gli appassionati di medicina diventassero medici, che ne sarebbe della nostra sanità senza infermieri, tecnici e assistenti?
Per un comandante è fondamentale avere a bordo una persona nella quale riporre la propria fiducia;
Una persona che, in fase di ormeggio conosce la spinta evolutiva della barca e che, controllando la direzione del vento può decidere in autonomia quando lanciare a terra la cima e quando prendere la trappa
Una persona che durante un ancoraggio, in autonomia sa quanti metri di catena dare in base al vento, al fondale e alle caratteristiche della baia
Una persona che conosce la procedura per chiamare al VHF un porto di attracco o lanciare una richiesta di soccorso
Una persona che sa dove sono stivati i giubbotti salvagente o la cassetta del pronto soccorso, che sa come accendere il motore, una persona capace di ‘ascoltare’ la barca e avvertire ogni rumore dissonante e riferire al comandante
Una persona che in condizioni dure si prende cura dell’equipaggio lasciando al comandante la gestione dell’emergenza.
Il secondo evoluto in definitiva, non è più un mero esecutore di ordini ma parte attiva e consapevole della vita di bordo.
Un secondo evoluto permette al comandante una più serena gestione della barca ma…. ahimè perde la incosciente spensieratezza del semplice trasportato.
Un secondo evoluto acquisisce però quelle conoscenze necessarie che permettono non solo di godersi la crociera o la navigazione ma di apprezzarne complessità e magia.
Autore: Paola Carmilla