โOffshore sailing can mean any passage that takes you out of sight of land or more than 12 miles offshore and lasts for more than 12 hoursโ (definizione di Google di offshore sailing)
Traversare un oceano rientra chiaramente nella piรน vasta categoria della navigazione dโaltura, o offshore sailing per dirla allโinglese, ma chiaramente una barca che puรฒ essere considerata idonea per la navigazione dโaltura non รจ detto che sia altrettanto pronta per traversare un oceano. Perchรฉ? Perchรจ cambia la lunghezza della rotta, i giorni che passiamo in mare ed il fatto che in mezzo ad un oceano siamo davvero soli e che quindi dobbiamo essere autosufficienti e autonomi.
Queste riflessioni, se vogliamo banali, portano con se una serie di altre considerazioni che devono essere poste alla base della preparazione di una barca e del suo equipaggio per lunghe traversate.
Partiamo dalla vastitร della distesa di mare che andremo ad attraversare. Il primo richiamo avvertiamo รจ quello della solitudine, lโessere soli in mezzo al niente, una sensazione per me molto piacevole, ma che deve necessariamente portarci a riflettere sullโautonomia, la consapevolezza dellโequipaggio e la preparazione della barca.
Quando attraversiamo un oceano siamo chiaramente lontani dai soccorsi, dai porti, dai meccanici e da qualsiasi altro tipo di servizio, dobbiamo quindi far sรฌ che barca e equipaggio diventino un sistema autosufficiente per i giorni che dovremmo passare in mare (attenzione! non per i giorni stimati come โda programmaโ, ma per i giorni totali che potremmo vederci costretti a passare in mare a causa di unโavaria o cattivo tempo).
Un blue water cruiser dovrebbe avere serbatoi, spazi di stivaggio per acqua, cibo, dotazioni di sicurezza, un calavele ben attrezzato, essere insomma giร stato studiato per poter navigare per lunghe tratte senza bisogno di modifiche, ma in realtร molto di rado si vedono barche che escono dal cantiere pronte per traversare un oceano. La buona notizia รจ che con un poโ di esperienza, impegno e dedizione (ed ovviamente denaro) possiamo adattare la nostra barca a tale scopo

La questione dei pesi.
Nella preparazione di una imbarcazione per lunghe traversate ci troveremo a gestire delicati equilibri fra quello che reputiamo necessario avere a bordo e i pesi che la barca puรฒ sostenere, senza perdere troppo in performance o addirittura in termini di sicurezza.
Se ci atteniamo a quanto dichiarato nei dati che i cantieri forniscono sulle targhette CE, non sempre saremo in grado di salpare rimanendo nel peso massimo dichiarato dal costruttore, ma anche se solitamente questi pesi vengono sforati, le barche continuano a traversare gli oceani tranquillamente. Dobbiamo fare uno sforzo per rimanere ragionevolmente leggeri. Una barca che naviga sulle sue linee dโacqua รจ piรน performante, genera meno stress sul rig ed รจ piรน sicura di una che naviga appesantita. Una barca leggera si muove agilmente anche nelle brezze, quindi non ha bisogno di portarsi dietro tanto gasolio per procedere a motore quando il vento cala. Punto molto sul discorso dei pesi, perchรฉ per esperienza, cโรจ la tendenza, assolutamente naturale, a sovraccaricare le barche: nel tempo si tende ad accumulare tutto quello che reputiamo necessario, gli anni passano e finiamo con lโabituarsi alle prestazioni ormai โsopiteโ, la barca affonda e invece che sbarcare peso inutile si ridisegna la linea di galleggiamento un po’ piรน in alto.

Il corredo velico.
Per navigare efficacemente a vela, oltre a tenere sotto controllo i pesi, dobbiamo avere un corredo velico adeguato al tipo di navigazione: randa con tre mani di terzaroli, fiocco, trinchetta, code zero e almeno un gennaker.
Questo set di vele permette di navigare agilmente in ogni condizione di vento, perchรฉ a tutte le latitudini possiamo incontrare le bonacce come le burrasche e avere l’opportunitร di navigare efficacemente a vela consente di risparmiare ore motore e diesel, ma sopratutto ci permette di accorciare i tempi delle traversate e, di conseguenza, diminuire le chance nellโincontrare cattivo tempo.
Lโesperienza insegna che avere le vele a bordo non รจ garanzia che poi queste siano realmente utilizzate, e se rimangono nei loro sacchi difficilmente aiuteranno ad avanzare velocemente. Purtroppo nellโera dellโeasy sailing non sempre le imbarcazioni sono veramente easy da condurre in alto mare; questo fa sรฌ che la pigrizia abbia il sopravvento e il motore giri per la maggior parte delle miglia navigate. Per evitare ciรฒ dobbiamo attrezzarci con un piano di coperta che renda lโutilizzo delle vele, anche quelle grandi di prua, un vero piacere. Anche lโequipaggio deve essere โformatoโ di modo che chiunque si trovi sul ponte di guardia, sia autonomo nellโutilizzo delle vele e non debba svegliare chi riposa sottocoperta per ogni cambio di bordo, issata o ammainata; solo cosรฌ avremo la gioia di navigare giorno e notte sicuri e veloci invece che essere in balia del mare e sottoinvelati.

Lโapproccio, lโattitudine, la consapevolezza.
Ecco altre tre parole chiave.
La lontananza da terra deve portare con se la consapevolezza che non abbiamo a disposizione tutte le facilities e i mezzi di soccorso come quando veleggiamo vicino ai marina; ciรฒ comporta un cambio di mentalitร nellโapproccio sia della navigazione che nello svolgimento delle operazioni quotidiane. In una regata costiera puรฒ essere producente fare mille virate sotto costa per sfruttare le termiche, ma in una traversata oceanica possiamo risparmiarci qualche virata.
Anche lโapproccio con la salute deve cambiare, dobbiamo tenere sempre presente che un malessere, o peggio ancora un infortunio, per quanto banale possa essere, incide significativamente non solo su noi stessi, ma su tutto lโequipaggio.
La consapevolezza di essere lontano e che tutto si puรฒ rompere, ci deve portare verso un utilizzo responsabile di tutte le risorse. Anche se a bordo รจ installato un dissalatore non arriverรฒ mai ad avere i serbatoi vuoti, al contrario li terrรฒ il piรน possibile pieni, in modo tale che, di fronte ad una possibile rottura, avrรฒ la capacitร di razionare le risorse.
Lโattitudine deve essere quella utilizzare tutto al meglio, per ottenere il massimo con il minimo sforzo per equipaggio e attrezzatura. Fare ciรฒ significa conoscere intimamente il funzionamento di ogni apparecchiatura, saper visualizzare gli sforzi sulle vele e sullโattrezzatura per evitare di usarli impropriamente. Quante barche con boma rotto arrivano ai Caraibi? Troppe e molte di queste rotture si sarebbero potute evitare con un utilizzo piรน consapevole di vang e ritenuta.
Punto zero.
Si parte da un controllo accurato e โragionatoโ, per capire cosa cโรจ, cosa funziona e cosa va invece implementato. Questo primo controllo ci consentirร di conoscere a fondo la barca; consiglio di farlo insieme ad un velista con tanta esperienza e tante traversate โsulla sua sciaโ, perchรฉ questo primo check รจ il punto zero da cui scaturiranno tutte le riflessioni successive e necessarie per guidarci nella preparazione della nostra imbarcazione.
Una volta conclusa questa fase, inizierร quella delle prove a mare, dove si valuterร se quanto fatto ha risolto le problematiche evidenziate.
Checks: sempre!
Ma i check non finiscono mai! I check si fanno non solo prima della partenza, ma anche allโarrivo di ogni lunga navigazione, e soprattutto occorre farli in navigazione; la mia regola personale, che condivido con i miei compagni di viaggio, รจ di eseguire un controllo ogni tre ore e prevede rig check, check della sala macchine, check delle sentine, batterie e timoneria. Solo cosรฌ tutto lโequipaggio si responsabilizza e diventa cosciente di quello che succede a bordo.
I check devono diventare una forma mentale, la barca ci parla e ci da segnali, sta a noi saperli cogliere in tempo per poter navigare in sicurezza. Piรน abbiamo lโabitudine a controllare piรน diventiamo padroni della barca.

Spare parts e attrezzi.
Quanti pezzi di ricambio e attrezzi devo imbarcare? Difficile dare una risposta o ancor peggio stilare una lista valida per tutti! Ogni situazione va valutata attentamente. Come regola generale possiamo dire che tutto quello che รจ ritenuto indispensabile per la navigazione dovrebbe essere โridondanteโ o avere i pezzi per ripararlo. Faccio un esempio, se navigo in solitario รจ auspicabile avere due piloti automatici (o anche un pilota a vento ed un pilota automatico) giร installati ed i rispettivi pezzi di ricambio in caso di avaria. Se sono invece in equipaggio ridotto posso scegliere di installare solo un pilota e avere tutti i pezzi di ricambio, per essere in grado di riparare il pilota in navigazione (mentre uno dellโequipaggio timona). Se invece sono in assetto da regata con i turni al timone allora il pilota automatico non sarร una prioritร e quindi non sarร probabilmente necessario portarsi dietro il peso dei ricambi.
Una nota particolare per la cassetta dei ferri: anche qui รจ difficile compilare una lista a priori, nel redigerla occorre fare una valutazione in base a cosa รจ installato a bordo, perchรฉ ci sono situazioni particolari in cui posso aver bisogno di un attrezzo specifico o addirittura modificato in officina. Consiglio di fare tutte le manutenzioni con gli attrezzi di cui disponiamo a bordo, solo cosรฌ possiamo capire se la nostra cassetta, in vista del lungo viaggio, avrร bisogno di essere implementata.
Comunicazioni e GMDSS.
Rimanere in contatto รจ una prioritร , come essere in grado di ricevere gli aggiornamenti meteo.
VHF, radio HF, modem Pactor, VARA, apparecchi satellitari, ci vorrebbe un trattato a parte, anche qua lโimportante รจ avere ridondanza; in caso un sistema si rompa dobbiamo essere in grado di comunicare con la terra ferma, quantomeno per avvertire che il silenzio รจ dovuto alla rottura dellโapparecchio e che a bordo va tutto bene.
Visto la facilitร e lโeconomia di utilizzo di Starlink o IridiumGo puรฒ essere interessante farsi coadiuvare nelle scelte meteo da qualcuno da casa.

Sicurezza, emergenza, grab bag.
Altro argomento molto lungo da trattare, ma che spesso viene sottovalutato.
Preparare bene la barca, fare i check, tenere una condotta consapevole, formare il proprio equipaggio concorre a far si che la navigazione sia sicura. Ma in ogni caso dobbiamo preparaci anche a gestire unโemergenza. Dobbiamo scegliere le giuste dotazioni di sicurezza, saperle installare nel modo ottimale. Eโ buona norma, a ogni cambio equipaggio o alla partenza di ogni traversata importante, fare un safety briefing, in cui andremo ad illustrare tutte le procedure di emergenza sviluppate per ogni scenario e dove spiegheremo lโutilizzo delle dotazioni di sicurezza di bordo.
La preparazione della barca รจ una fase molto complessa, richiede tempo, energie e attenzione, quello che vi abbiamo voluto fornire sono le riflessioni che ci hanno aiutato e che tuttora ci guidano.
Ci auguriamo che possano guidare anche voi.
Buon vento e buon 2024
Andrea Giorgetti
A proposito di comunicazioni e sicurezza, vi segnaliamo l’articolo “Chi chiamare in caso di emergenza? ” di Dave Proctor apparso sul sito della Global Solo Challenge. Link