« Lì dentro abita Scilla dal latrato inquietante:
la sua voce è pari a quella di una cagnetta poppante,
[…]
Per metà sta sprofondata nell’antro profondo,
ma dal terribile baratro tiene fuori le teste.
Qui pesca, frugando lo scoglio all’intorno,
delfini, pescicani e mostri più grandi, se càpita,
afferra, quanti innumerevoli nutre la mugghiante Anfitrite.

[…]

Sotto, Cariddi divina risucchia l’acqua scura.
Tre volte al giorno emette, tre volte risucchia,
terribile. Che tu non sia lì quando inghiotte:
nemmeno l’Enosictono ti salverebbe da morte.
Accòstati molto allo scoglio di Scilla e presto
porta fuori la nave. Molto meglio sei compagni
piangere sulla nave che non piangerli tutti’»

Omero, Odissea, XII, vv. 85-86, 93-97 e 104-1101

Villa San Giovanni, vista da poppavia; sullo sfondo lo Stretto di Messina sul lato calabrese. Foto Michele Agosta

Chiunque navighi per il mediterraneo si sarà trovato a dover affrontare il passaggio dello stretto di Messina con animo combattuto tra sentimenti contrastanti: eccitazione e preoccupazione.

Scilla, mostro a sei teste che dimorava in una caverna sul lato calabrese, e Cariddi, mostro marino che generava terribili vortici sul lato siciliano, rappresentano nel mito la personificazione femminile delle forze avverse di Madre Natura: Scilla, il mare che urla e distrugge, Cariddi che inghiotte e trascina via.
Navigare nello Stretto di Messina, ripercorrendo e rievocando le gesta di Ulisse dà un sapore epico e romantico ad una navigazione che non va però sottovalutata, le sfide che misero a dura prova Ulisse non presentano più un pericolo, i mostri non esistono, ma le variabili da tenere in considerazione prima di affrontare lo Stretto non sono poche e vanno attentamente valutate e ponderate.

Uno “stretto” mette generalmente in collegamento due mari diversi dando origine a fenomeni che andranno attentamente studiati e che sono tipici di ciascuno stretto.

I mari ai due lati di uno stretto possono avere diversa salinità e temperatura, possono avere livelli diversi e quindi generare correnti che saranno poi influenzate da altri elementi variabili nel tempo quali: marea, direzione ed intensità’ del vento, pressione atmosferica, ecc.

E’ dunque importante pianificare la rotta per transitare nello Stretto con corrente a favore, un timing sbagliato vi potrebbe far sperimentare correnti contrarie che possono facilmente raggiungere 4-5 nodi.Teniamo presente inoltre che venti sostenuti di direzione contrari alla corrente generano un mare molto ripido e corto che può mettere in difficoltà imbarcazioni anche di dimensioni importanti (“overfalls” per gli inglesi).

Per avere maggiori informazioni sulle correnti nello stretto di Messina, la pubblicazione ufficiale è “TAVOLE DI MAREA E CORRENTI DI MAREA I. 3133” pubblicata dall’Istituto Idrografico della Marina Militare2; in alternativa si può consultare le correnti nello stretto nelle principali applicazioni/portali online di meteo (specialmente quelli dedicati alla nautica) o anche sul sito www.correntidellostretto.it. dedicato unicamente alle correnti dello Stretto.
Nulla vieta, in caso di incertezza, di contattare telefonicamente o via VHF (avendo l’accortezza di non tenere occupato il canale 16) la Capitaneria di Porto di Messina e chiedere indicazioni circa le correnti e il timing migliore per affrontare lo stretto in relazione alla vostra rotta.

Oltre ai fenomeni naturali non vanno infine dimenticati i pericoli dovuti all’intenso traffico mercantile e di unità da pesca e da diporto; andrà considerato il TSS (Traffic Separation Scheme, vedi scheda sottostante). La massima attenzione andrà posta al traffico dei traghetti che collegano la Calabria alla Sicilia e, nel caso si navigasse vicini alla costa, alle piccole imbarcazioni da pesca private che affollano le acque lungo le due sponde.

L’ascolto sul canale 16 del VHF è sempre obbligatorio in navigazione ed a maggior ragione dovrà essere attentamente ascoltato durante tutto il passaggio dello Stretto.

Oltre all’emozione di ripercorrere la rotta di Ulisse, lo Stretto di Messina regala altre grandi emozioni: prima fra tutte la possibilità di scorgere sul pelo dell’acqua pesci luna, (Mola mola) oggi purtroppo classificati come specie vulnerabile dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), delfini e, non così raramente, qualche capodoglio. Lungo lo Stretto si possono ancora ammirare le vecchie “spadare“, barche utilizzate per la pesca del pesce spada, con lunghissimi “bompressi” ed una struttura verticale altissima da cui si avvistavano da lontano i pesci.

Le spadare (immagine tratte da : Martina Vacca, La caccia al pesce spada, una tradizione calabrese, La Repubblica, 27 aprile 2024, https://www.repubblica.it/ilgusto/2024/04/27/news/pesce_spada_calabria_festa_bagnara_tradizione_cibo-422734617/ )

Scilla e Cariddi rievocano ancora ricordi omerici, ma i leggendari pericoli dello Stretto hanno nuovi nomi e si chiamano vortici, scontro di correnti di marea, differenza di temperatura tra il mar Ionio ed il Tirreno, e traffico intenso di navi che incrociano da tutti i quadranti della bussola.

Come abbiamo già sottolineato in altri articoli, tutto si riassume in un buon Passage Plan e quindi in un’attenta pianificazione che comprende lo studio dei portolani e delle carte nautiche, lo studio dei fenomeni locali (correnti, regole di navigazione, ecc.), preparazione di barca ed equipaggio.
Con un buon planning, il passaggio dello Stretto di Messina sarà un’esperienza sicura, eccitante ed appagante.

  • raccogli tutte le informazioni sulla zona di navigazione (TSS, portolani, ordinanze locali, ecc.);
  • verifica le correnti dello Stretto ed analizzale attentamente, tenendo a mente che nei periodi di luna nuova e luna piena i fenomeni di marea sono più intensi;
  • VHF sempre acceso sul canale 16 e costantemente monitorato;
  • rispetta il TSS e non essere di intralcio al naviglio mercantile;
  • evita di metterti in mare in caso di forti venti contrari alla corrente (è più saggio aspettare condizioni migliori);
  • se stai sperimentando correnti contrarie prova a spostarti lateralmente per cercare la zona di controcorrente o, quantomeno di intensità minore, ma non dimenticare i rischi di navigare troppo vicino alla costa;
  • se le condizioni sono avverse, rimanda la partenza;
  • predisponi un adeguato servizio di vedetta con, possibilmente, almeno due persone di guardia a sorvegliare il naviglio, specialmente vicino a Villa San Giovanni.
  • non creare intralcio al naviglio commerciale ed ai numerosi traghetti in transito.

L’acronimo TSS dovrebbe essere familiare a chi ha conseguito la patente nautica e sta per “Traffic Separation Scheme” (in Italia “Schema di Separazione del Traffico”)3.

Si tratta di uno schema di separazione del traffico marittimo istituito dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO). Questo schema consiste in linee esterne, corsie di traffico e aree di separazione, e viene utilizzato per regolare il traffico in aree congestionate o attorno ai punti costieri. Il naviglio all’interno di una corsia deve seguire la direzione generale di quella corsia e le aree di separazione devono essere evitate da tutte le imbarcazioni, tranne dalle imbarcazioni in attività di pesca, in attraversamento o in emergenza.

In prossimità di un TSS si dovrà prestare la massima attenzione al traffico mercantile; un’unità da diporto di lunghezza inferiore ai 20 m non è tenuta a procedere utilizzando le corsie del TSS ma dovrà comunque non essere di intralcio alle navi con obbligo di rispetto del TSS e nel caso lo volesse attraversare lo dovrà fare con prua perpendicolare alle corsie in modo da liberare il passaggio nel minor tempo possibile.

Per completezza si riporta di seguito la regola 10 del COLREG che tratta per l’appunto di TSS.

COLREG – Rule 10 (Traffic separation schemes)
(a) This Rule applies to traffic separation schemes adopted by the Organisation and does not relieve any vessel of her obligation under any other Rule.
(b) A vessel using a traffic separation scheme shall:
(i) proceed in the appropriate traffic lane in the general direction of traffic flow for that lane;
(ii) so far as practicable keep clear of a traffic separation line or separation zone;
(iii) normally join or leave a traffic lane at the termination of the lane, but when joining or leaving from either side shall do so at as small an angle to the general direction of traffic flow as practicable.
(c) A vessel shall, so far as practicable, avoid crossing traffic lanes but if obliged to do so shall cross on a heading as nearly as practicable at right angles to the general direction of traffic flow.
(d)
(i) A vessel shall not use an inshore traffic zones when she can safely use the appropriate traffic lane within the adjacent traffic separation scheme. However, vessels of less than 20 m in length, sailing vessels and vessels engaged in fishing may use the inshore traffic zones.
(ii) Notwithstanding subparagraph (d)(i), a vessel may use an inshore traffic zone when en route to or from a port, offshore installation or structure, pilot station or any other place situated within the inshore traffic zone, or to avoid immediate danger.
(e) A vessel other than a crossing vessel or a vessel joining or leaving a lane shall not normally enter a separation zone or cross a separation line except:
(i) in cases of emergency to avoid immediate danger;
(ii) to engage in fishing within a separation zone.
(f) A vessel navigating in areas near the terminations of traffic separation schemes shall do so with particular caution.
(g) A vessel shall so far as practicable avoid anchoring in a traffic separation scheme or in areas near its terminations.
(h) A vessel not using a traffic separation scheme shall avoid it by as wide a margin as is practicable.
(i) A vessel engaged in fishing shall not impede the passage of any vessel following a traffic lane.
(j) A vessel of less than 20 m in length or a sailing vessel shall not impede the safe passage of a power-driven vessel following a traffic lane.
(k) A vessel restricted in her ability to manoeuvre when engaged in an operation for the maintenance of safety of navigation in a traffic separation scheme is exempted from complying with this Rule to the extent necessary to carry out the operation.
(l) A vessel restricted in her ability to manoeuvre when engaged in an operation for the laying, servicing or picking up of a submarine cable, within a traffic separation scheme, is exempted from complying with this Rule to the extent necessary to carry out the operation.


VTS, “Vessel Traffic Services”, è un sistema di assistenza al traffico marittimo che contribuisce alla sicurezza della vita umana in mare, alla sicurezza ed efficienza della navigazione ed alla protezione dell’ambiente marino, delle zone costiere, delle installazioni off-shore e delle altre infrastrutture da possibili effetti avversi dovuti al traffico marittimo4.
Infatti il centro VTS assicura altresì l’applicazione, la verifica e il rispetto delle regole vigenti previste dalle norme (internazionali, nazionali o locali) circa l’individuazione dei punti di ormeggio e/o di sosta, le modalità e l’ordine di partenza o d’ingresso di transito nel porto, le rotte di traffico da seguire, l’applicazione di aree di esclusione o limitazioni di velocità, e di ogni altro provvedimento che regola il flusso del traffico marittimo.

Per i diportisti è importante essere a conoscenza dei VTS in quanto regolamentano il traffico in prossimità di grandi aree portuali e spesso anche semplici imbarcazioni da diporto sono tenute a contattare il VTS prima di approcciarsi all’entrata o all’uscita di un porto; quindi è buon norma restare sempre in ascolto sul canale VHF indicato dal VTS per monitorare in tempo reale il traffico navale in prossimità della vostra zona di navigazione.
Nel caso dello Stretto di Messina il riferimento è il “VTS MESSINA” sul canale 10 del VHF , le cui modalità di comunicazione e interazione sono regolamentate dal “Manuale utente del VTS dello Stretto di Messina”, facilmente consultabile e reperibile on-line (vedi nota n.3).
E’ bene precisare che i VTS sono istituiti dall’IMO e pertanto li troverete nella maggior parte dei paesi in cui navigherete. Per quanto riguarda l’Italia, i Centri VTS sono 11.


  1. Omero, Odissea, Canto XII, vv 59-110, a cura di Vincenzo Di Benedetto, traduzione Vincenzo Di Benedetto e Pierangelo Fabrini, collana Classici greci e latini. Milano: Bur-Rizzoli, 2013. ↩︎
  2. Tutte le notizie di dettaglio in merito ai porti/approdi sono presenti nelle documentazioni nautiche in vigore (Portolano P5). Per le notizie di dettaglio, relative alle caratteristiche ambientali dello Stretto di Messina ed alle correnti che lo interessano, si rimanda alla seguente documentazione nautica edita dall’Istituto Idrografico della M.M.: Portolano P5 – I.I.3205 – Tavole di marea e delle correnti di marea I. I. 3133 – Elenco fari e segnali da nebbia I.I. 3134. Vedi anche nota n.3.
    ↩︎
  3. L’immagine è tratta da: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, VTS delle Stretto di Messina, Manuale Utente, Edizione marzo 2015 ( https://www.pilotimessina.it/wp-content/uploads/2017/02/manualeutenteMessina.pdf) ↩︎
  4. Ivi ↩︎