โ€œThere are known knowns, things we know that we know; and there are known unknowns,
things that we know we don’t know. But there are also unknown unknowns, things we do not
know we don’t know
.โ€
Donald Rumsfeld, Known and Unknown

Due anni fa attraversai lโ€™Atlantico due volte. La prima volta come comandante di uno Swan 90, barca messa a punto nei minimi dettagli e pronta a partire con un equipaggio formato da professionisti, la seconda invece in veste di coach a bordo di unโ€™imbarcazione preparata dallโ€™armatore con equipaggio di amatori.
Due esperienze a poca distanza lโ€™una dallโ€™altra molto diverse, non per le condizioni meteo marine nรฉ tanto meno per la posizione che rivestivo a bordo, ma piuttosto per il differente grado di conoscenza e di consapevolezza che i due equipaggi, ovviamente, possedevano.

Un armatore con anni di esperienza, che ha studiato come si affronta una traversata, puรฒ certamente attraversare un oceano in sicurezza, anche divertendosi, ma ultimamente mi sto rendendo conto che ci sono una quantitร  enorme di conoscenze che lโ€™armatore medio โ€œnon sa di non sapereโ€, conoscenze che, se fatte proprie, gli renderebbero la vita e la traversata molto piรน piacevole e sicura.

Mi vengono in mente i famosi โ€œUnknown unknowsโ€, che sono veri per ogni sfera del sapere umano, ma che sto realizzando quanto pregnanti siano a bordo di molte delle barche su cui mi trovo a fare formazione.
Gli Unknown unknows sono saliti alla ribalta qualche anno fa, quando furono menzionati per la prima volta dal Segretario della Difesa degli Stati Uniti Donald Rumsfeld (febbraio 2002). Si tratta semplicemente del fatto che, nella sfera del sapere, ognuno di noi ha coscienza di quello che sa e in parte anche di quello che non sa di sapere, ma non puรฒ avere la minima idea di quello che non sa di non sapere, semplicemente perchรฉ ne ignora lโ€™esistenza (Rumsfeld Matrix, vedi foto sotto).

Rumsfeld Matrix

Specie nei neofiti, ciรฒ si traduce in una sovrastima delle proprie competenze e porta ad un altro fenomeno, studiato recentemente, chiamato Effetto Dunning-Kruger. Secondo questo studio, chi si approccia ad un nuovo campo conoscitivo allโ€™inizio avrร  la sensazione di comprenderne buona parte, ma piรน si addentrerร  nella materia, piรน si renderร  conto che le nozioni da apprendere sono in realtร  in numero decisamente maggiore; per questo con l’aumentare dell’esperienza si dovrร  rivedere e riconsiderare al ribasso la stima del proprio sapere. La conseguenza รจ che l’Effetto Dunning-Kruger fa si che i neofiti si sentano piรน spavaldi e ritengano di avere piรน nozioni di coloro che, in veritร , posseggono piรน conoscenza ed esperienza di loro.

Puรฒ quindi capitare che, in veste coach, mi trovi nella situazione in cui lโ€™armatore mi abbia ingaggiato per perfezionare la propria conoscenza e padronanza nella conduzione, gestione e manutenzione della propria barca, ma avendo egli stesso anni di esperienza, e confrontandosi spesso con amici velisti, si senta abbastanza sicuro del proprio sapere. E qui viene la parte interessante, e forse piรน difficile, del mio lavoro: trovare una chiave dโ€™accesso che mi permetta di trasferire le mie conoscenze, stimolando lโ€™armatore a mettere in discussione le sue abitudini, i suoi modus operandi e quelle convinzioni che, a suo modo di vedere, sono perfettamente corretti e non gli hanno mai dato problemi. Ma qua torniamo proprio agli Unknown unknowns: egli non sa che cโ€™รจ un modo diverso per affrontare il problema e quando inizia a vedere e a convincersi delle potenzialitร  dei metodi alternativi allora, beh allora si apre un altro capitolo!

La gioia e la voglia di imparare diventano coinvolgenti, si accende la voglia di mettersi in gioco e sperimentare approcci diversi, depositari della tradizione marinara, frutto di migliaia di miglia navigate spesso su barche diverse, scambiando conoscenze con navigatori di tutto il mondo; insomma un metodo figlio dell’esperienza di professionisti che hanno passato la maggior parte della propria vita navigando.

Non credo di esagerare dicendo che per molti si tratta di una vera rinascita.
Imparare a condurre la propria barca in modo piรน efficace, essere in grado di andare a vela e divertirsi in condizioni meteo marine che prima si sarebbero affrontate solo a motore, la padronanza nella gestione della barca in equipaggio ridotto, diventano un importante momento di crescita vissuto nella piena soddisfazione personale.

Questo processo richiede passione, dedizione e un poโ€™ di tempo, i risultati perรฒ ripagano gli sforzi e le facce compiaciute degli armatori sono il piรน bel regalo che questo mestiere mi possa dare.

Autore: Andrea Giorgetti. Foto di copertina: Guillermo Ferla su Unsplash


Andrea Giorgetti

Skipper con piรน di 200.000 miglia di navigazioni in tutti gli oceani del mondo con barche da 27 a 100โ€™. Grazie alle esperienze maturate come armatore, comandante e tecnico ha acquisito una vasta cultura nautica, ed una profonda conoscenza delle barche.

Fondatore di Yacht Pro Hub, all’interno del team si occupa di project management, consulenza e formazione.