Rotta verso casa…

โ€œAvevamo fatto 5633 miglia, navigato in mezza Europa, dal Circolo Polare Artico fino alle coste dellโ€™Africa. Eravamo arrivatiโ€ฆ.una volta concluso lโ€™ormeggio, spento il motore e messo i piedi in banchina, la sensazione di essere a casa รจ stata inebriante, un misto tra commozione e felicitร  e due erano i motivi: sentivo di aver portato a termine il compito senza danni , ma soprattutto ritornavo a casa con un bagaglio incredibilmente importanteโ€.

(Giovanni Varasi, first mate of Swan 58 Jupiter)

RECAP
Parte I. Dopo aver accettato l’incarico di marinaio a bordo dello Swan 58 Jupiter, Giovanni, membro Yacht Pro Hub, si reca in Finlandia, a Jakobstaad dove ha sede il cantiere Nautor. Il progetto prevede di trasferire la barca dal cantiere finlandese fino a Scarlino, in Toscana; ma non solo: prima di ridiscendere l’Atlantico, l’equipaggio fa tappa in Svezia e poi Norvegia e su fino a Bodรธ, dove gli armatori arriveranno per trascorrere le loro ferie estive. La navigazione vedrร  alternarsi destinazioni sconosciute e nuovi membri dell’equipaggio che renderanno il trasferimento una vera e propria esperienza di viaggio.

Parte II. Concluso il trasferimento di Jupiter dal cantiere Nautor di Pietarsaari e Bodรธ, gli armatori arrivano a bordo per trascorre le loro vacanze tra i fiordi norvegesi. Inizia cosรฌ per Giovanni l’esperienza come first mate di bordo; le esplorazioni si susseguono alla scoperta delle Isole Lofoten. La vita con gli armatori, i loro amici ed i loro figli rendono ogni giorno speciale, Giovanni acquista sicurezza e sempre piรน conoscenza della barca. Rientrati a Bodรธ dopo 10 giorni di crociera, รจ arrivato di nuovo il momento dei saluti: un nuovo capitolo deve cominciare e questa volta sarร  mare aperto e rotta verso casa.

22 luglio 2024, Bodรธ, Norvegia

Ed eccoci qui con lโ€™ultima parte di questa fantastica avventura!
Eh si… siamo, finalmente direte voi, giunti quasi al termine del nostro viaggio.

Ricomincio da dove ci eravamo lasciati il mese scorso: la crociera alle Isole Lofoten รจ, sfortunatamente, giunta al termine e Giovanni deve smontare la barca dallโ€™assetto vacanza e rimontarla con assetto trasferimento. Gambe in spalla e si parte!
Togli tutto quello che potrebbe essere di troppo, impacchettalo in modo che non si rovini, cerca di incastrare ogni cosa in una maniera logica e intelligente e, soprattutto, che ci si possa ricordare dove tutto รจ stato messo.
Ho trovato un mio metodo, per me funzionale, grazie al quale sono riuscito, piรน o meno, a dare un ordine logico delle pertinenze, in maniera da poterle utilizzare senza dover smontare tutta la barca ogni qualvolta ce ne fosse stato bisogno (cosa alquanto noiosa e fastidiosa quando si รจ in trasferimento).

Oltre al tetris con le pertinenze di bordo, il primo giorno รจ stato anche dedicato al service del motore, svolto dai ragazzi della Volvo di Bodo, i quali hanno effettuato molto professionalmente il cambio delle cinghie, la sostituzione della girante, il cambio olio, filtri e pre-filrti del gasolio.
Una volta messi a โ€˜nuovoโ€™ il motore e la sala macchine, la giornata รจ passata velocemente preparando la barca, pulendo, riordinando e assicurandomi che tutto fosse pronto per lโ€™arrivo dellโ€™Armatore e degli ospiti che ci avrebbero accompagnato nella tratta verso il Mediterraneo.
Ed รจ subito sera quando sento giungere alle orecchie voci amiche: SONO ARRIVATI!

Con somma gioia e affetto abbraccio i miei nuovi e vecchi compagni di avventura e subito la barca ritorna viva! Un bel piatto di pasta e una bottiglia di vino allโ€™italiana maniera e cominciamo subito ad organizzare i vari passaggi (si sa con la pancia piena si ragiona meglio). Chi controlla il meteo, chi dร  unโ€™occhiata alla rotta, chi semplicemente cerca di ambientarsi. Ma il viaggio sarร  lungo e una bella dormita รจ quello che serve prima di iniziare la lunga discesa verso, finalmente, un pรฒ di calduccio.
Bella lโ€™Europa del nord, nulla da dire, ma la voglia di essere coccolati dal sole e di avere finalmente una notte che sia veramente notte รจ sicuramente una cosa che in questi mesi mi รจ mancata.

E’ una bellissima giornata, il sole splende e dopo un piccolo safety briefing e il rifornimento di carburante, siamo pronti a salpare. Direzione? GIBILTERRA!
Presto comprendiamo che il vento sarebbe entrato da nord solo nel pomeriggio per cui procediamo a motore, contenti di aver eseguito un approfondito service, una corretta manutenzione e …felici di aver fatto un bel pieno di gasolio!
Assegnati i turni di guardia, iniziamo la navigazione notturna e, come previsto, finalmente entra un leggero maestrale che ci permette di aprire il Code-0; finalmente si va a vela!


Viste le previsioni e la calma piatta del mare, decidiamo di procedere dritto per dritto: rotta 220ยฐT in modo da tagliare tutto il Mar di Norvegia fino a toccare le isole Shetland. Sono circa 600 le miglia nautiche che ci aspettano e gli animi sono belli carichi!
Le giornate si susseguono tra un cambio di turno, chi controlla pedissequamente la barca (io), chi si rilassa al sole, chi legge, chi cucinaโ€ฆe tra una guardia e lโ€™altra lasciamo scorrere le piattaforme petrolifere: mostri giganti e spaventosamente brutti. Devo essere sincero con voi: non ne avevo mai vista una dal vivo e cosรฌ vicina; passato il primo momento di stupore, il pensiero รจ andato a tutti coloro che lavorano su queste isole di ferro ed un pochino di ansia mi รจ salita all’idea di trascorrere mesi su un’isola di metallo fredda e asettica, in un mare cosรฌ gelido durante lโ€™inverno, con onde alte fino a 10 mt. e con il vento che soffia a 50 kn. o anche piรน.

Lungo la nostra rotta avevamo lโ€™opportunitร  di fermarci in molti luoghi interessanti e che forse non ci capiterร  mia piรน la possibilitร  di vedere, ma come sempre sono il tempo a disposizione e il meteo che dettano le scelte, piรน che la nostra curiositร  e voglia di conoscere. In avvicinamento alle Isole Shetland, consultando le previsioni meteorologiche, ci rendiamo conto che per 5 giorni successivi sarebbero soffiati forti venti da sud ovest. Di fermarci dopo cosรฌ pochi giorni dalla nostra partenza non se ne parlava, quindi, scartata l’ipotesi di riparare alle Shetland e rimanerci fermi fino al passaggio del fronte freddo, abbiamo deciso di addentrarci dentro il Canale di Caledonia, tagliando cosi la Scozia da NW verso SE, per poi navigare tra Irlanda e Inghilterra, dandoci la possibilitร  di scoprire un posto meraviglioso e un tratto che, devo dire, รจ stato uno di quelli che ho preferito durante tutto questo viaggio.

A 100 miglia dalle coste Scozzesi, iniziato il mio turno di guardia, capisco che la rotta รจ stata modificata:
ยซAndre scusa, ma qualcuno ha toccato il plotter e ha modificato i parametri? Vedo sulla carta che ci sono parecchi ostacoli davanti a noi e vorrei evitare complicazioni inutiliยป.
Scopro che durante il mio riposo a bordo era stato deciso di passare dentro un enorme campo eolico, situato davanti alle coste scozzesi, con lโ€™intento di fare qualche scatto interessante approfittando del drone che l’Armatore aveva a bordo. Il risultato รจ stato magnifico, scatti a dir poco irreali: randa e fiocco a tutta birra dentro il campo!!
Le pale da lontano sembravano vicinissime lโ€™una allโ€™altra, ma in realtร  lo spazio tra loro era notevole consentendo spazio di manovra, il passaggio รจ stato semplice e il rischio di fare danni รจ anche stato minimizzato grazie al nostro comandante, il quale, con molta attenzione ha potuto tracciare una rotta tale da non dover recuperare i panni bagnati sulle pale eoliche!

Che dire ragazzi: uno spettacolo incredibile che non mi sarei mai aspettato: sbandati, di bolina stretta passiamo in mezzo a questi giganti che sembrano quasi sfiorarci con i loro movimenti sinuosi al vento.

Ma questa non รจ stata lโ€™unica emozione e lezione della giornata: il Caledonian Canal ci aspettava.
Il canale inizia da Inverness. La navigazione in Scozia รจ caratterizzata da maree e forti correnti di marea; per chi non รจ abituato a navigare in questi luoghi ciรฒ potrebbe rappresentare una difficoltร , ma per me รจ stato molto interessante apprendere che le maree non sono un problema, ma piuttosto unโ€™opportunitร : la marea infatti puรฒ essere utilizzata a nostro favore in passaggi che senza di essa risulterebbero rischiosi o impraticabili. Ed ecco subito un esempio: il ponte di Inverness รจ alto 29 metri, ma il nostro albero รจ alto 31 m.!!! A un navigatore poco esperto questo basterebbe per desistere e fare il giro della Scozia, invece la โ€œclearenceโ€, ovvero lโ€™altezza fra il pelo dellโ€™acqua e il ponte, viene misurata durante la piรน alta marea sigiziale, quindi diventa un gioco da ragazzi calcolare con quale altezza di marea possiamo passare. In un mare senza marea non avremmo potuto fare il Canale di Caledonia, invece sapendola gestire si รจ rivelata essere una grande opportunitร .

Passato il ponte ancoriamo davanti allโ€™ingresso del canale e attendiamo pazientemente il mattino seguente.

Con la luce del giorno (ormai ci sono almeno 5 ore di buio), di buonโ€™ora per non perdere tempo, salpiamo lโ€™ancora pronti a gettarci allโ€™interno del Caledonian Canal e a goderci questa esperienza incredibile!
Andrea ci spiega che la gestione delle chiuse non รจ una cosa complessa, ma bisogna stare attenti a gestire bene le cime, sia in fase di ormeggio utilizzando a dovere gli spring, che quando lโ€™acqua sale e scende (altrimenti si rimane appesi come dei salami rischiando di fare dei danni), ma non ci sarebbe mancata certo l’occasione di far pratica: ebbene si, percorrere il canale di Caledonia significa passare ben 29 chiuse!

Devo ammetterlo, la vista di tutto quel verde e quella sensazione di essere un pochino piรน vicini a casa cominciava a scaldarmi il cuore, sarร  che il mio passato da cittadino inglese era ritornato vivo piรน che mai, ma cominciavo a sentirmi sempre piรน prossimo alla meta tanto agognata.

Una volta passata la prima chiusa, e capito il sistema di gestione delle cime, devo dire che sono diventato piuttosto bravino.
ยซGiรฒ: azione-reazione!ยป. Queste le parole del mio comandante, il quale molto pazientemente ha cercato imperterrito di inculcarmi nozioni allโ€™interno della mia testolina bacata.
Devo dire che senza Andrea sarei stato perso e sicuramente la conoscenza della barca e della gestione delle situazioni che la navigazione crea ne avrebbe risentito in maniera sostanziale.

I passaggi si susseguono, chiusa dopo chiusa, ponte dopo ponte, ma ad un certo punto dobbiamo fermarci: gli addetti alle chiuse non possono mica lavorare anche di notte e quindi ci possiamo svagare con il tanto atteso passatempo inglese: IL PUB! Occasione perfetta per dedicare un brindisi al raggiungimento delle 3000 miglia nautiche percorse!
Dopo un paio di pinte fatte bene e un fish and chips da tradizione, andiamo a coricarci, contenti che la notte sia finalmente notte e facendoci cullare dallโ€™acqua tranquilla del canale.

Il secondo giorno di navigazione โ€œfluvialeโ€ ci porta a Loch Ness. Esatto, il lago divenuto famoso per il mai-avvistato mostro, protagonista di storie e leggende. La giornata non รจ delle piรน belle; il cielo grigio che contraddistingue il territorio Scozzese non ci abbandona per tutto il giorno, ma come sempre lโ€™umore รจ altissimo e ci godiamo lo scorrere delle miglia e del tempo, senza farci mancare risate e succulenti pranzetti. Ma รจ tempo di uscire in mare aperto, la nostra avventura nel canale di Caledonia รจ giunta al termine.

Il canale sfocia in fondo ad un golfo stretto e profondo, il Loch Linnhe, dall’ultima chiusa al mare aperto ci sono quasi 90 miglia di navigazione fra le alte scogliere scozzesi e le isole ed isolette che rendono il pilotaggio molto interessante. Tra queste abbiamo avuto la fortuna di incontrare uno scoglietto abitato da simpatiche foche: la navigazione a queste latitudini ci priva di bei bagni in mare, ma dโ€™altro canto sa regalare emozioni davvero uniche.
Nuovamente la marea si fa sentire e la pianificazione e il timing sono davvero importanti. Navigare con 2/3 nodi di corrente a favore non รจ esattamente la stessa cosa che navigare con 3 nodi di corrente contro!!!!
Lo stesso dicasi per il North Channel, quel tratto di mare dove la Scozia quasi tocca la costa dellโ€™Irlanda del Nord. Essere riusciti ad agganciare la marea giusta ci ha regalato una veloce navigazione con punte di 5 nodi di corrente a favore! Cosรฌ in men che non si dica ci ritroviamo ad accarezzare le coste irlandesi, dove decidiamo di riposare per una notte, fermandoci al marina Dun Laoghaire, a sud est della cittร  di Dublino . E che non te lo fai un giro nella city a sgranchirti le gambe?!

Ora, sarร  stato il fatto che era estate piena e che giustamente eravamo in una cittร , ma nessuno di noi era piรน abituato a cosรฌ tanta frenesia; un unico pensiero mi si para nella mente: ยซquando si salpa?!ยป. Forse oramai a bordo avevamo creato il nostro piccolo micro-cosmo, forse io ero diventato ancora piรน intollerante al rumore e alla confusione, ma davvero non vedevo lโ€™ora di risalire a bordo e prendere il largo! Potrร  sembrare cosa da poco, perรฒ vi garantisco che, dopo molti mesi in mare, passare dal silenzio al delirio di una cittร  non รจ cosรฌ scontato. Ma la cosa non mi preoccupava affatto, sapevo che non ci saremmo trattenuti molto sulla terra ferma!

Il mio desiderio viene subito realizzato, il giorno seguente la nostra permanenza in Irlanda era giร  terminata: si riparte!
Dopo una nottata di cambi guardia, vengo svegliato bruscamente: ci sono problemi col il gennakerโ€ฆcose che capitano mi dicono, ma io non ci volevo credere: il moschettone della drizza del gennaker si era rotto e quindi la vela era finita in acqua incastrandosi sotto le pale del timone. Non vi dico la fatica per tirarla fuori! Dopo quasi unโ€™oretta di faticosi tentativi riusciamo nellโ€™intento, ma ci accorgiamo che la vela si รจ tagliata in piรน punti. Fortunatamente eravamo dotati di patch per la riparazione d’emergenza, cosรฌ passiamo la mattinata a cercare di rattoppare il gennaker come meglio si riusciva.

Devo dire che pensavamo di aver fatto un ottimo lavoro, ma una volta sistemata la drizza, pronti a issare di nuovo la vela, ci rendiamo conto che le nostre riparazioni non erano state cosรฌ efficaci come ci eravamo aspettati. Quindi ammaina di nuovo e cerca di riparare la riparazione. La giornata รจ praticamente andata avanti cosi fino allโ€™imbrunire, finchรฉ cotti e stanchi e con il vento ruotato di direzione, decidiamo di ammainare il nostro gennaker e aprire il code 0. Siamo oramai nel Mar Celtico e ci prestiamo ad entrare e attraversare il Golfo di Biscaglia.

ยซQui si pescano i tonni ragazzi!ยป
E allora giรน le canne nella speranza di procacciare del pesce fresco!

Stavo riposando, mi ricordo ancora le urla che arrivano dal ponte: ยซHA ABBOCCATO!!!!!ยป
Mi fiondo in coperta con gli occhi ancora appiccicati dal sonno e vedo Andrea che con fatica tiene la canna da pesca in mano. Tempo un minuto e sento che parte anche lโ€™altra canna, la prendo in mano e decido di immedesimarmi in un Sampei improvvisato e ancora mezzo addormentato: era primo pomeriggio e le giornate cominciavano a scaldarsi sempre di piรน, lasciando spazio ad un sole caldo che ci regalava la possibilitร  di spogliarci dei maglioni dei cappelli di lana.

Non potete capire la fatica che ho fatto per tirare su quel Pinna-gialla: 25kg di tonno che tirava, caspita se tirava! Per essere la prima volta mica male!

E qui la genialata di fare una foto ad Andrea โ€œcomandanteโ€ con il โ€˜suoโ€™ tonno ed in background lโ€™altro Andrea che fingeva di avere i conati di vomito alla vista del pesce fresco. Ho condiviso lโ€™immagine sui social: i commenti che sono arrivati non erano per il tonno pescato, lโ€™attenzione era tutta spostata su Andrea che fingeva di stare maleโ€ฆrido ancora adesso solo al pensiero!
(In realtร  poi abbiamo scoperto che gli faceva impressione sul serio e detestava lโ€™odore del pesce, cosa non da poco se soffri il mal di mare).

Dopo una bella cena a base di tonno fresco anche il mio pensiero ripesca un desiderio che avevo espresso appena prima di imbarcarmi in questa avventura: chissร  se riuscirรฒ mai a vedere una balenaโ€ฆ
Non ci crederete, ed in effetti quasi non ci credo anchโ€™io tuttโ€™ora, con sommo stupore mio e di tutta la crew, il mio desiderio si sarebbe esaurito il giorno seguente quando ad un certo punto ho sentito urlare: โ€˜ BALENAAAAAAAAAAโ€™
Salto in piedi, occhi tesi verso lโ€™orizzonte ed รจ lรฌ, la vedo in tutta la sua magnificenza, sbuffa acqua e si muove in maniera elegante in un golfo di Biscaglia piatto e tranquillo.
Ragazzi, lโ€™abbiamo inseguita per almeno unโ€™ora con il drone in voloโ€ฆche fotografie!!

Ma il vento cresce e noi siamo navigatori: approfittiamone! Vento di poppa, lasca tutta la scotta, metti il preventer, short sheet al fiocco eโ€ฆ si vola!
Onde di 3 metri che surfiamo toccando velocitร  di quasi 16kn! Stiamo andando a bomba mentre al traverso scorre la costa del Portogallo.

E qui inizia la nostra preoccupazione legata alle orche. Purtroppo gli attacchi sono sempre piรน frequenti e noi dobbiamo per forza portare la barca a casa sana e salva! Il nostro comandante decide quindi di stare al largo dalla costa, sperando cosรฌ di poter evitare incontri pericolosi.

Ma i programmi cambiano quando, con nostro sommo dispiacere, lโ€™Armatore decide di sbarcare a Lisbona poichรฉ aveva necessitร  di rientrare a casa.
Giretto a Cascais di dovere, si sa le gambe si usano poco in barca, sempre meglio approfittare del tempo a terra per vedere posti nuovi e fare due passi.
Arrivato il giorno seguente, salutiamo lโ€™Armatore promettendogli di prenderci cura della sua โ€œbambinaโ€, come fosse nostra.

Il passaggio di Gibilterra รจ stato meno complicato di quello che mi aspettavo, la corrente a favore, il traffico meno intenso del previsto e soprattutto il fatto che le orche non siano venute a visitarci o rosicchiarci il timone hanno fatto si che quasi senza accorgermene, siamo entrati nel Mare Nostrum!!! Si iniziava a sentire odore di casa! Intanto le lezioni di vela a bordo non finiscono mai e i momenti di delucidazione e di ripasso ci tengono impegnati costantemente, mica da dimenticarsi tutto nel giro di poco eh.

Le giornate passa velocemente, le albe e i tramonti si susseguono e noi siamo sempre piรน vicini alla nostra meta. Purtroppo nei pressi di Almeria veniamo riportati alla realtร  di molte persone meno fortunate di noi, avvistiamo una lancia di migranti. Avvisiamo la Guardia Costiera, gli rassicuriamo che sono in panne, hanno finito la benzina ma che non sembrano esserci problematiche particolari. La Guardia costiera spagnola ci chiede di rimanere nei pressi dellโ€™imbarcazione, ma non di avvicinarci troppo, di mantenere il contatto visivo in attesa che arrivi Salvamento Marittimo. Dopo un paio di ore arrivano i soccorsi che ci ringraziano e riprendiamo il nostro cammino, piรน consapevoli di quanto siamo fortunati.

Ora il programma era quello di dirigerci verso Badalona (Barcellona), dove la barca sarebbe stata ferma un mesetto prima di partecipare al boat show di Cannes, ma si sa, i programmi possono cambiare da un momento allโ€™altro.

Barcellona avrebbe ospitato lโ€™Americaโ€™s Cup e quindi trovare un posticino per la nostra beneamata Jupiter non era cosa da poco, quindi la rotta cambia improvvisamente: direzione Scarlino โ€“ casa! Eravamo a 300 miglia da Badalona, quindi il mio pensiero improvviso รจ stato: siamo praticamente arrivati e adesso la allunghiamo ancora di piรน, ma effettivamente sarebbe stato molto piรน comodo portare la barca a casa.

Lโ€™ultimo tratto รจ sempre quello piรน faticoso e la stanchezza comincia a farsi sentire.
Le previsioni meteo evidenziavano una bassa relativa centrata sul Mediterraneo occidentale che avrebbe portato un flusso di venti contrari lungo tutta la costa spagnola. Invece di lottare controvento a suon di bordi, decidiamo di girare intorno alla depressione, seguendo una rotta che ci ha portato a navigare fino al traverso di Algeri e poi risalire verso Minorca.
In pochissimo tempo siamo passati dal freddo dei mari del nord al caldo asfissiante e umido della costa Africana: dalle maglie termiche a quella sensazione di umido ed afa, tanto fastidiosa da volersi togliere anche la pelle!

Ma oltre al caldo asfissiante conservo anche un altro ricordo di quel tratto di mare: penso di non aver mai assistito ad una tale confusione di traffico radio sul VHF come lungo le coste algerine!! Gente che parla, che canta, che fa versi, insomma una grande babele per tutte e due le notti trascorse in quel tratto di navigazione.
Per fortuna, come da previsione, il vento gira da ovest e, diventato un bel sud-ovest, ci consente di spiegare le vele spingendoci dritti fino a Minorca, volando con un bordo unico di quasi 200miglia!
Grazie ad un attento studio della meteorologia siamo riusciti a trasformare una navigazione scomoda di bolina in un bel bordo di lasco che ci ha permesso anche di risparmiare tempo. Si sa in mare il modo piรน veloce per andare dal punto A al punto B non รจ quasi mai la retta!
Nonostante la voglia di arrivare a Scarlino una volta arrivati alle Baleari abbiamo deciso di fermarci una notte, in attesa che arrivassero nuovi venti favorevoli per proseguire, il che non guasta affatto visto che eravamo parecchio โ€œcottiโ€, le notti insonni cominciano a fare il loro effetto, cosรฌ ci regaliamo una bella dormita in rada a Cala Son Saura!!

Manca veramente poco e col sorriso stampato in faccia decidiamo di coccolarci con una bottiglia di vino rosso e una bella cenetta! Si perchรฉ, va bene che dobbiamo lavorare, ma รจ anche importante riuscire a prendersi del tempo per sรฉ stessi, godersi la vita e ammirare il sole che cala dietro le montagne di Maiorca!

Eโ€™ il 10 di agosto e lโ€™arrivo previsto a Scarlino รจ per Ferragosto: tutti non vediamo lโ€™ora di arrivare a casa e riabbracciare i nostri cari dopo quasi 3 mesi in mezzo in mare!

Da Minorca decidiamo quindi di scegliere la rotta a nord della Corsica; sarebbe stato bello passare in mezzo alle Bocche di Bonifacio, ma abbiamo quasi 30kn di vento contro e per la nostra destinazione finale non cambia molto passare a nord della Corsica o in mezzo alle Bocche.
Inoltre abbiamo un appuntamento: vi ricordate di Mike? Il ragazzo che ci ha aiutato a portare la barca durante il primo tratto fino a Stoccolma? Lo avremmo incontrato in rada a Centuri (nord-ovest della Corsica). Dopo un giorno e una notte di navigazione arriviamo in Corsica, caliamo l’ancora e a nuoto raggiungiamo Mike ed i suoi Armatori per un saluto. Unโ€™altra notte di attesa e di riposo, ma l’indomani mattina sfruttiamo un inconsueto grecale estivo per entrare finalmente nelle nostre acque territoriali!
Il vento รจ scarso, ma la voglia di giocare con le vele non manca e quindi procediamo, lentamente (mooolto lentamente!) verso Capraia, in una giornata di piena estate!

Mancano 30miglia e quando entriamo nel golfo di Follonica, abbiamo un bel vento che ci porta a piรน di 9 kn di velocitร  verso casa.

ยซLa vedo Andre! Vedo i segnali di ingresso al Marina di Scarlino!!ยป
ยซVai, cominciamo a prepararci per buttare giรน la randa!ยป
โ€ฆ
ยซMarina di Scarlino, Marina di Scarlino, Marina di Scarlino, qui imbarcazione Jupiter mi ricevete? Cambio…ยป
ยซQui da Marina di Scarlino, avanti Jupiterยป
ยซBuonasera siamo allโ€™ingresso del Marina, attendiamo autorizzazione allโ€™ingresso e aiuto allโ€™ormeggio, cambioยป
ยซProcedete pure Jupiter, posto X52ยป

Avevamo fatto 5633 miglia, navigato in mezza Europa, dal Circolo Polare Artico fino alle coste dellโ€™Africa. Eravamo arrivatiโ€ฆ.una volta concluso lโ€™ormeggio, spento il motore e messo i piedi in banchina, la sensazione di essere a casa รจ stata inebriante, un misto tra commozione e felicitร  e due erano i motivi: sentivo di aver portato a termine il compito senza danni , ma soprattutto ritornavo a casa con un bagaglio incredibilmente importante.

Ebbene si! Il racconto di questo viaggio รจ giunto alla sua fine. Ci sarebbero state un sacco di altre cose da raccontarvi, ma proprio tutto tutto non si puรฒ scrivere.

Un grandissimo ringraziamento va ad Andrea, Comandante, compagno di viaggio, datore di lavoro e si anche amico, il quale ho fatto impazzire e arrabbiare molteplici volte, ma con il quale ho stretto un profondo legame.

Un altro fortissimo ringraziamento va ad Armatore e famiglia per avermi dato la possibilitร  di accompagnarli in questo viaggio, per avermi accolto e accettato, e con i quali mi sono trovato benissimo!

Un ultimo ringraziamento, ma non per questo meno importante, va ad un altro Andrea (quello che faceva finta di vomitare per intenderci), con il quale ho stretto un fortissimo rapporto di amicizia e che mi ha aiutato molto a superare momenti difficili.

Mi ricapiterร  di fare altre esperienze di questo tipo? Lo spero, ma non vi preoccupate, non vi tedierรฒ piรน con le mie parole mi limiterรฒ a condividere solo le fotografie!

Grazie a tutti per avermi seguito e accompagnato nel racconto delle fantastiche avventure di Jupiter!

Buon Vento e a presto,
Giovanni


Giovanni Varasi

Milanese di nascita, convinto che un ufficio nella metropoli non fosse piรน sufficiente a saziare la voglia di conoscenza, decide di intraprendere un cambiamento radicale di vita, piรน dedita alla scoperta e al contatto con la natura.

La passione per la vela nasce durante unโ€™uscita in barca con amici, e proprio grazie a questo colpo di fulmine decide di lasciare lo smog e il caos per dedicarsi a quello che veramente gli dร  serenitร . Empatico, positivo e con tanto entusiasmo.

โ€œIl mare mi affascina e spaventa in egual modo, forse proprio per questo ho deciso di dedicarmi a questa professione. รˆ troppo banale rendersi conto solamente delle cose che ci piacciono o che odiamo, trovare un equilibrio รจ molto piรน complesso e ci rende piรน consapevoliโ€.